Svolta nel giallo di Udine: fermato un 36enne con problemi psichici. “Ha confessato”

Giallo di Udine

Svolta nelle indagini per il delitto di Silvia Gobbato, la studentessa friulana trovata morta due giorni fa nelle campagne di Udine mentre faceva jogging. Le forze dell’ordine hanno intercettato un uomo mentre vagava con un coltello e gli abiti sporchi di sangue. 36 anni, di Pozzuolo del Friuli e con problemi psichici: l’uomo avrebbe già confessato.

Il 7 ottobre avrebbe dovuto sostenere l’orale al concorso per diventare avvocato alla Corte d’Appello di Trieste. E’ finita in tragedia, invece, la vita di Silvia Gobbato, 28enne di San Vito al Tagliamento (Pordenone), praticante avvocato in un noto studio di Udine. La ragazza è stata trovata senza vita nel pomeriggio di lunedì, lungo in sentiero usato da molti appassionati di jogging. Il corpo è stato trafitto da una decina di coltellae all’addome e al dorso.

In un primo momento le forze dell’ordineavevano iscritto nel registro degli indagati Giorgio Ortis, amico della giovane avvocatessa. “E’ un atto dovuto” avevano precisano gli inquirenti, coordinati dal pm Marco Panzeri.

Secondo una prima ricostruzione Silvia era andata a correre insieme all’amico, figlio dell’avvocato Gianni Ortis, ex candidato sindaco di Udine e persona molto conosciuta in città. Proprio nello studio di Ortis, la ragazza aveva concluso la sua pratica forense.

Giorgio Ortis è stato a lungo sentito in caserma: “L’ho distanziata nella corsa, ero arrivato fin sulla strada provinciale, all’imbocco del percorso, 400 metri dopo il luogo dove la ragazza è stata ritrovata. Lì mi sono fermato ad aspettarla”.Un altro corridore, giunto più tardi, ha lanciato l’allarme: ha trovato prima un cellulare in terra, poi ha notato diverse macchie di sangue. Da lì, la terribile scoperta del cadavere della ragazza, trascinata per alcuni metri ai margini dello sterrato. Le forze dell’ordine sono subito intervenute sul luogo, armati anche di metal detector, ma l’arma del delitto non è ancora stata ritrovata.

Furio Honsell, primo cittadino di Udine, ha espresso a nome della città “vicinanza alla famiglia della vittima; il fatto che questa violenza colpisca nuovamente una donna è motivo di ulteriore profondissimo dolore e preoccupazione – ha ribadito. Siamo di fronte a una società che uccide se stessa”.

 

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