Supercervelli in cassaforte

fuga_cervelli-ok.jpgI migliori cervelli? Li mettiamo in banca. No, non è l’ultima trovata per frenare la vorace fuga delle migliori menti nostrane. È una banca dati. Un prodigioso data base nel quale catalogare ricche schede personali dei migliori elementi. Scopo: creare un contatto diretto tra questi cavalli di razza e le migliori aziende del nostro Paese.

Chi c’è dietro a questo ambizioso progetto è una notizia nella notizia. Il data base dei super-cervelli, infatti, è prodotto dal consorzio UJ Career and Placement Services, cioè da una conurbazione d’intenti tra tre istituzioni-gotha dell’altissima formazione toscana: la Sant’Anna e la Normale di Pisa, e l’IMT di Lucca.

Come a dire: a volte, anche noi eredi del Granducato delle mille piazze sappiamo andare oltre il campanile, e unire gli sforzi per un interesse comune. E l’interesse, in questo caso, è davvero vitale: “Il progetto è nato – racconta il direttore della Normale Salvatore Settis – per rispondere ad una criticità del Paese che non riesce più a garantire prospettive occupazionali commisurate al loro valore a studenti d’eccezione, brillanti, indispensabili”.

In realtà, quest’uovo di Colombo che mira ad intessere floridi contatti tra l’eccellenza dell’impresa e quella della formazione non è certo un caso isolato nel Bel Paese. Alla Luiss di Roma, ad esempio, i neo-dottori possono godersi un bel servizio on-line con il quale saltare la parola scritta, postando videoclip nei quali presentarsi con viso, anima e cervello acceso. Alla Bocconi di Milano le aziende possono accedere al cesto dalle uova d’oro dei curricula dei talenti: basta registrarsi (gratuitamente) al sito internet, scegliere sul menù, e il gioco è fatto. Un gioco che vale una fortuna, in soldi e futuro. Perché l’Italia non può continuare a svendere i suoi migliori gioielli deludendoli fino alla rabbia.

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