Stop al progetto “Super-Cnr”: niente accorpamento degli enti di ricerca

Il Governo fa marcia indietro sul progetto “Super-Cnr”, stop all’accorpamento dei 12 enti di ricerca italiani. Prevista solo una Consulta dei presidenti a favore dell’autonomia degli Istituti. Soddisfazione dal mondo della ricerca.

Sfuma il progetto “Super-Cnr” che prevedeva l’accorpamento di 12 enti di ricerca italiani. “Il provvedimento iniziale era una follia”, così è stato definito dal presidente dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Il Governo Monti fa un passo indietro, nell’ultima versione del ddl stabilità viene fatto riferimento solo alla Consulta dei presidenti ribadendo l’autonomia di ogni ente.

Quali sono gli enti scampati all’accorpamento? Figurano: il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’Istituto nazionale di oceanografia (Ogs), l’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim), la Stazione zoologica “Anton Dohrn”, l’Istituto nazionale di studi germanici (Iisg), l’Istituto nazionale di alta matematica (Indam), il Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche “Enrico Fermi”.

In primo momento il progetto del ministro dell’Istruzione prevedeva l’assorbimento e il taglio dei vertici e del personale degli enti citati. Il risparmio prodotto, però, risultava così contenuto da non giustificare un intervento tanto complesso e svantaggioso per la ricerca. Tradotto in cifre, si sarebbe trattato di un taglio da 3,7 milioni di euro, corrispondenti solo all’uno per mille dei finanziamenti agli enti.

Dopo la rivolta del mondo della ricerca e l’opposizione del fronte compatto della politica, il ministro Profumo ha abbandonato il progetto “Super-Cnr”, limitandolo a una Consulta dei presidenti dei 12 istituti che faranno capo al presidente del Cnr. Soddisfazione espressa dai rappresentanti della ricerca italiana.

Iacopo Bernardini

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