Social Network, rete per il lavoro

apertura-14.JPGLe reti sociali virtuali diventano sempre più un punto di incontro e di confronto per gli assidui frequentatori del web. Uno spazio di informazione e condivisione oltre ogni barriera spaziale, culturale ed economica. La comunione di interessi e di scambio coinvolge ogni aspetto della vita sociale e, recentemente, si sta diramando l’uso delle agorà digitali come strumento di informazione e ricerca di lavoro.

In particolare, Twitter, il servizio di microblogging (pubblicazione di piccoli contenuti in rete) attualmente più diffuso, oltre a creare una rete di condivisione sociale, veloce e immediata, si sta trasformando in una “mini piattaforma” di scambio per il mercato del lavoro. Lanciato negli USA, nel 2006 come strumento di condivisione degli utenti che amano seguire i pensieri e le attività delle celebrità (l’attore americano Ashton Kutcher conta con 3 milioni di “seguaci”), si è trasformato in una “borsa lavoro” virtuale, dove sempre più utenti Twitter cercano e offrono lavoro in tempo reale.

Gli stessi governi di molti paesi stanno iniziando ad utilizzare lo spazio Twitter per informare i cittadini delle novità e servizi istituzionali. Il governo inglese ha pubblicato un vero e proprio manuale di istruzione sull’uso di Twitter nella comunicazione della pubblica amministrazione con i propri cittadini. Tra le linee guide si legge: Twitter può essere utilizzato per ogni cosa, dagli annunci istituzionali alle proposte dei ministri e in momenti di crisi potrebbe rappresentare “il canale primario” di comunicazione con l’elettorato. Accanto alla rapida messaggistica di Twitter, troviamo il social network per antonomasia, Facebook, altro mezzo di comunicazione, “sfruttato” per le informazioni lavorative. Canali preferenziali attraverso i quali si può arrivare a migliaia di persone in modo “istantaneo”.

Il “passa parola” analogico approda agli spazi digitali e si sparge a macchia d’olio. Emblematica la storia che ha presentato il Time Magazine , in cui illustra come un social network possa mutarsi in “work network”. Un impiegato statunitense non appena viene licenziato si rivolge a quattro suoi amici, uno dei quali è un “user digital friendly”. Nel giro di 24 ore quest’ultimo attiva una fervida rete di contatti; carica il il cv dell’amico su Linkedin, il sito di networking per professionisti, e invia centinaia di messaggi su Facebook e Twitter alla ricerca “del posto perduto”.

Il protagonista della vicenda non riesce a ottenere un nuovo lavoro, nonostante i tentativi amichevoli, ma dall’incontro nelle piazze digitali di “compagni di s-ventura”, sviluppa una comunità di sostegno emotivo tra coloro che hanno perso la propria occupazione. Continua comunque la sua opera di diffusione di richieste di lavoro in modalità socio-digitale. Infine l’offerta professionale gli viene proprio da una ex collega alla quale non avrebbe mai pensato di rivolgersi. La rete di bit non ha confini o preferenze, è un mare aperto in cui, se, si effettua una corretta navigazione, è possibile approdare al porto desiderato.

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