Sit in degli studenti degli atenei veneti

Anticamera della mobilitazione della Giornata Internazionale dello studente che si svolge il 17 novembre 2010, sit-in organizzato dagli studenti universitari degli atenei di Padova, Venezia e Verona a palazzo Ferro-Fini.

Anticamera della mobilitazione della Giornata  Internazionale dello studente  che si svolge oggil 17 novembre, sit-in organizzato dagli studenti universitari degli atenei di Padova, Venezia e Verona a palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, contro i tagli del fondo nazionale per le borse di studio universitarie e la progressiva erosione delle corrispondenti risorse regionali. Muniti di grafici che documentano ”la crisi delle borse  e di simboliche ”borse di carta” dimezzate dai tagli alla spesa pubblica, una quindicina di studenti dei tre atenei veneti hanno incontrato il Presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, il vicepresidente Franco Bonfante (Pd), il presidente della commissione Ambiente Nicola Finco (Lega) e i consiglieri Roberto Fasoli, Andrea Causin e Mauro Bortoli, tutti del Pd.
”Gia’ in questo anno accademico – hanno spiegato i rappresentanti degli studenti – oltre un migliaio di universitari veneti non riceveranno la borsa di studio, pur avendone diritto. Il prossimo anno, se i tagli saranno confermati, riceveranno la borsa di studio solo il 62 per cento degli studenti veneti, una percentuale peraltro superiore alla media nazionale (54 per cento) ma comunque largamente insufficiente per favorire l’accesso agli studi universitari dei figli delle famiglie a basso reddito”.
”Attualmente – ha aggiunto Matteo Gusella dell’associazione ‘Studenti per’ di Padova – solo l’8 per cento della popolazione universitaria gode dell’assegno di studio che consente di coprire parte dei costi della formazione universitaria, contro il 23,8 per cento della Francia e il 25,5 della Germania”.
Se i tagli prospettati dovessero essere confermati dalla legge di stabilità in via di approvazione da parte del Parlamento, ha sottolineato Roberto Fasoli del Pd, ”diventerà’ impossibile per le Regioni riuscire a garantire il diritto allo studio universitario. La prima cosa da fare e’ indurre il governo nazionale a fare marcia indietro e a ripristinare il fondo da 112 milioni di euro”.
Da parte sua il presidente Ruffato ha assicurato la massima attenzione dell’assemblea regionale verso quella che ha definito ”non una richiesta, ma un diritto degli studenti” e si e’ impegnato a fare pressione, insieme alle altre Regioni italiane, per il mantenimento del fondo integrativo nazionale.
(ASCA)

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