Eduscopio, scuole che bocciano meno ottengono risultati migliori

Classifica Eduscopio 2021: il Tasso di Roma superato dal Visconti, sorpresa Convitto

La scelta della scuola superiore è un passaggio importante per il futuro degli studenti. E allora, tra gli strumenti utili per individuare la scuola migliore, torna anche quest’anno Eduscopio dove è possibile trovare informazioni utili partendo dall’indirizzo di scuola prescelto.


Il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di 1.267.000 diplomati italiani di 7.500 scuole negli anni scolastici 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Sono stati riportati dati per capire la capacità dei licei e degli istituti tecnici tecnologici ed economici di preparare gli alunni all’Università e la capacità di tutti gli istituti tecnici e dei professionali di preparare l’ingresso nel mondo del lavoro.


Eduscopio conferma l’aspetto che sta studiando da tre anni: le scuole che bocciano meno, quindi le più inclusive, ottengono poi risultati migliori. L’indicatore, che rivela quanti studenti iscritti al primo anno hanno raggiunto senza bocciature il diploma cinque anni dopo, mette in luce infatti che se la percentuale è alta, quindi la scuola è molto inclusiva e non applica una severa selezione, gli studenti hanno percorsi più regolari all’Università.

Eduscopio, le scuole migliori


Quali sono le scuole migliori in Italia? A Roma tra i classici vince lo storico Visconti, spodestando il Tasso che era in cima dal 2017, e arriva terzo il Convitto nazionale che fino al 2020 non era neanche nella top ten. Lo scientifico Righi era e resta primo dal 2018 mentre lo storico liceo artistico di via Ripetta scende al secondo posto dopo il privato Sant’Orsola. A Milano il miglior classico era e resta il privato Sacro Cuore, primo anche tra gli artistici, ma nella lista dei migliori perdono punti i licei privati che fino allo scorso anno erano più presenti: solo tra i classici la quota scende da 5 a 3.


A Torino restano saldi in prima posizione il classico Camillo Benso di Cavour e lo scientifico Galileo Ferraris mentre a Napoli schizza in prima posizione lo scientifico per le scienze applicate Galileo Galilei: una new entry che gareggia con i suoi primi diplomati visto che l’indirizzo è stato attivato solo pochi anni fa. Ed è già primo. L’intento non è quello di dare voti ma indicazioni per la scelta della scuola

Con quali istituti si trova più facilmente lavoro?


“Il periodo della pandemia ha detto il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto ha reso evidente a tutte le famiglie l’importanza della scuola e delle scelte educative per i propri ragazzi. Le informazioni, i dati e i confronti fra le scuole che si trovano in Eduscopio possono essere molto utili, in modo particolare, a chi non si accontenta del passa parola. Senza voler essere l’unica risorsa né poterci dire in assoluto quale sia l’istituto migliore di una Regione o addirittura del Paese, il portale può aiutare ogni studente e la sua famiglia a fare una buona scelta nel territorio di residenza”. Eduscopio indica anche gli istituti con cui si trova più facilmente lavoro: dal Croce Aleramo e il Faraday di Roma al Primo Levi di Milano fino al Colombatto di Torino. A Napoli, dove tra i primi dieci tecnici economici ci sono 7 scuole private, svetta il privato Modigliani.


La pandemia ha lasciato il segno: l’indice di occupazione misurato da Eduscopio 2021 si basa sulla percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma, calcolata su quanti non si sono immatricolati all’Università. I due anni di osservazione per i diplomati nel giugno del 2018 si chiudono quindi a settembre 2020. Hanno perciò circa sei mesi di effetto Covid, da marzo a settembre in cui non si lavorava né si potevano fare colloqui di lavoro. Il calo rispetto all’anno precedente è infatti di circa 8 punti percentuali per i diplomati tecnici e professionali del Nord-Est, dove i livelli di occupazione superano il 70%, fra 7 e 8 punti nel Nord-Ovest e intorno a 7 nelle regioni del Centro. La riduzione è di soli 5 punti percentuali nel Sud e Isole, dove però i livelli occupazionali sono già in partenza molto più bassi, al di sotto del 40%.

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