Scuola, il nuovo piano che apre all’Ue

Più autonomia alle scuole, diverso reclutamento per gli insegnanti, un rapporto collaborativo tra il centro (il ministero) e il territorio (le scuole). Sono i punti principali del piano per la scuola illustrati al Mattino dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, per discutere con il commissario Ue Hahn del Piano di Coesione che vede la scuola tra le priorità.

«È un progetto caratterizzato da un elemento ben preciso – spiega Profumo – la ripresa dell’Italia parte dal Mezzogiorno, non più avvertito come una zavorra per il Paese, ma come un’opportunità». La partita dell’Europa, precisa il ministro, «vale circa un miliardo e mezzo. Ma al di là delle cifre, conta anche il nuovo rapporto tra ministero e scuole, università e ricerca.

I progetti dovranno nascere insieme, non si tratterà, da parte del ministero, di autorizzare ma piuttosto di collaborare», così le scuole avranno «un’autonomia responsabile che si declina in quattro punti: una valutazione di tipo propositivo; un diverso governo delle scuole, passaggio obbligato nel momento in cui si afferma un nuovo concetto di responsabilità; autonomia finanziaria e gestionale; diverso reclutamento degli insegnanti».

Per quanto riguarda il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, Profumo spiega di pensare «a una sorta di tessera a punti di attività formative, che vanno dall’infanzia fino a un’età avanzata, e che ognuno può utilizzare anche in funzione delle diverse esigenze del territorio».

Sui costi della scuola, il ministro osserva che serve «un ripensamento», «prendiamo il caso dei libri scolastici – aggiunge – si possono prendere a prestito dalla scuola e poi riportarli». Il piano per la scuola, fa sapere infine Profumo, «a fine gennaio lo presentiamo all’Ue. Si può partire nel giro di qualche mese».
Fonte: Ansa

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