Scuola, ancora lotta contro i tagli

Si sono dati appuntamento in piazza Montecitorio per ribadire il no ai tagli alla scuola e sostenere tutti quei precari che quest’anno saranno lasciati a casa e dovranno rimandare l’insegnamento a data da destinarsi. A non vedersi riconfermare l’incarico annuale saranno in circa 20 mila. Senza contare amministrativi, tecnici e ausiliari Ata. Alla Gelmini si chiede di rivedere i tagli all’organico, anche perché in alcune scuole i tagli effettivi sembrerebbero superiori a quelli previsti.

Si sono dati appuntamento in piazza Montecitorio per ribadire il no ai tagli alla scuola e sostenere tutti quei precari che quest’anno saranno lasciati a casa e dovranno rimandare l’insegnamento a data da destinarsi. A non vedersi riconfermare l’incarico annuale saranno in circa 20 mila. Senza contare amministrativi, tecnici e ausiliari Ata. Alla Gelmini si chiede di rivedere i tagli all’organico, anche perché in alcune scuole i tagli effettivi sembrerebbero superiori a quelli previsti.
In prima fila la RdB-Usb scuola che sostiene i precari della Scuola di Palermo, da alcune settimane in sciopero della fame. «Queste forme di lotta segnalano purtroppo – afferma in una nota – l’isolamento in cui si trovano questi lavoratori a fronte del fallimento delle pratiche sindacali concertative, ma indicano anche una forte volontà di reagire, come pure attestano i tanti gruppi di precari che in questi giorni cominciano a organizzarsi con assemblee e presidi davanti ai luoghi simbolo dell’amministrazione. Anche quest’anno – ricorda la Rdb – assisteremo al licenziamento di 46.000 precari della Scuola, tra docenti, personale Ata e lavoratori Co.co.co., a causa delle riforme dei ministri Tremonti, Brunetta e Gelmini che stanno producendo lo smantellamento della scuola pubblica e impedendo il diritto allo studio e al lavoro».
E intanto per i precari di Palermo l’unica strada percorribile sembra essere quella dello sciopero della fame. «Continueremo con lo sciopero della fame, perché il ministero non ha dimostrato nessuna sensibilità al problema e ha proposto soluzioni con soldi non suoi». A dirlo è Salvo Altadonna, docente precario che dal 17 agosto insieme a Giacomo Russo e Pietro Di Grusa ha attuato una forma di protesta estrema, con lo sciopero della fame, davanti al sede dell’ex provveditorato agli studi in via Praga a Palermo. Altadonna sta partecipando al vertice in prefettura con il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza. «Da parte del ministero -ha aggiunto- non c’è stato nessun passo indietro e questo smentisce anche quanto è stato detto ieri da Lombardo».

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