Sciopero, studenti: “Più risorse per l’università”

“Servono maggiori investimenti strutturali sulle residenze studentesche, più borse di studio e l’innalzamento della no tax area a 30 mila euro”

Insieme ai lavoratori durante lo sciopero generale per far sentire la voce degli studenti e dei giovani negli ultimi giorni di discussione delle risorse da destinare in Legge di Bilancio. “Negli scorsi mesi ci siamo mobilitati in tutti i territori e Atenei per rimarcare le già note criticità del sistema universitario, prima fra tutte la mancanza di investimenti strutturali sul diritto allo studio”, afferma Giovanni Sotgiu, coordinatore dell’Unione degli universitari (Udu). “Lo studio che abbiamo condotto e presentato nelle scorse settimane restituisce un quadro tragico: tutti i costi universitari gravano su studentesse e studenti, dalle tasse agli affitti passando per materiale didattico e l’assistenza medica. Nonostante il percorso autunnale e le varie interlocuzioni avute, la bozza della Legge di Bilancio si è rilevata essere uno schiaffo in faccia non solo al mondo dell’università, ma più in generale a tutte le giovani generazioni che risentono, oggi più che mai, di condizioni lavorative precarie e prive di tutele”.


“Non possiamo permetterci di ipotecare il nostro futuro, non vogliamo che il Governo trascuri scuola, università, ricerca e lavoro. Per questo domani saremo in tutte e 5 le piazze italiane, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori, perché lo sciopero è uno dei pochi strumenti politici che come cittadine e cittadini abbiamo a disposizione per incidere e farci ascoltare” , conclude lo studente.

Lo striscione dello sciopero dal ponte del Colosseo

Dal Ponte degli Annibaldi, con alle spalle il Colosseo, gli studenti e le studentesse della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari avevano esposto uno striscione per rilanciare la loro presenza in piazza con Cgil e Uil. L’azione arriva durante la terza settimana di occupazioni nella Capitale e in tutto il Paese, diventate ormai più di 50 negli ultimi giorni.

“Non ci fermiamo, serve che Ministero e Governo aprano gli occhi” spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi “A chi non sa spiegarsi questo sciopero rispondiamo con dati di fatto. La situazione dell’edilizia nelle scuole è tragica, eppure non ci sono sostanziali somme stanziate per un piano straordinario ora che si potrebbe intervenire. Sulla Salute Mentale non c’è nemmeno il riconoscimento del tema, taciuto e nascosto. Serve rendersi conto che è una priorità e lavorare con chi la scuola la vive per creare Sportelli di Assistenza Psicologica in ogni scuola funzionanti. La situazione, in generale, non può essere tenuta in disparte. Questa Legge di Bilancio e il PNRR devono essere strumenti di investimento e rilancio.”

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