Sanità, in Italia avanza il privato

sanita.jpgI dati del rapporto Cergas (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’assistenza Sanitaria Sociale) targato Università Bocconi presentato ieri a Milano parlano chiaro: avanza la sanità privata, in tutta Italia. Il trend evidenzia le dinamiche del settore mettendo in luce anche le criticità connesse alla non sempre facile gestione del comparto ospedaliero e ai rapporti con i Policlinici legati agli atenei. E alle grandi differenze tra le diverse realtà regionali che, comunque, permangono e tendono ad acuirsi.
Il privato accreditato è in aumento sia per il numero di posti letto ordinari, passato dal 17% del 1997 al 21% del 2006, che per il numero di ambulatori, passato nello stesso arco di tempo dal 54% al 59%. Grande poi il divario nel settore delle patologie cronico-degenerative, dove dal 1997 al 2006 la sanità privata è passata dall’8 al 57% per le strutture semiresidenziali e dal 5 al 73% per quelle residenziali.
La maggiore spesa pro capite per la sanità privata spetta alla Regione Lazio, con 491 euro (27,1% della spesa sanitaria regionale). Ma il dato del Lazio (regione con grande deficit sanitario) non è di per sé indice di cattiva amministrazione poiché anche la Lombardia, che ha la sanità in pareggio, ha una spesa pro capite molto alta per erogatori privati, pari a 456 euro (28,1% del totale).
Per il resto ci sono differenze enormi nella gestione della sanità privata fra le Regioni italiane: fra tutte, solo tre – secondo il Cergas – hanno ormai messo a regime il sistema degli accreditamenti e sono Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Ma esistono comunque 21 sanità diverse sia per sistema di accreditamento, sia per tariffari (Drg) della remunerazione delle prestazioni.
Nel caso dei ricoveri, ci sono differenze che superano il 40% fra una regione e l’altra. C’è infine una grande variabilità sulla quota di Fondo sanitario regionale che ogni Regione dedica alle tariffe (Drg): la Lombardia, ad esempio, dedica il 45% del Fsr, il Piemonte il 35%, seguono via via Lazio (34), Liguria (32), Friuli (29), fino a Sicilia (14), Calabria (12), Sardegna (8), Bolzano e Trento (7) e Val D’Aosta (6).

Manuel Massimo 

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