Riforme vecchie e nuove

La riforma universitaria,il tema centrale trattato da Rettori e Presidi nel Congresso Nazionale della Società Italiana dei Chirurghi Universitari

La riforma universitaria è il tema centrale trattato da Rettori e Presidi nell’VIII Congresso Nazionale della Società Italiana dei Chirurghi Universitari svoltosi ieri presso l’Ambassador NH di Napoli.
Un excursus dalla legge 1.509 del 1999 fino al recente disegno Gelmini che sta scatenando polemiche in tutti gli atenei italiani, da nord a sud. L’appuntamento congressuale organizzato e presieduto da Ludovico Docimo, Professore Ordinario di Chirurgia della Facoltà di Medicina presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, ha accolto alcuni dei Rettori degli atenei campani come Francesco De Sanctis, magnifico Rettore del Suor Orsola Benincasa; Lida Viganoni dell’Orientale; Raimondo Pasquino dell’Università di Salerno e Filippo Bencardino dal Sannio. Molti anche i presidi presenti da tutta italia.
Moderatore del pomeriggio è stato il prof. Maggioni, Preside della Facoltà di Economia che ha dato la parola all’ex Ministro Ortensio Zecchino: “E’ finito il tempo dell’università vista solo come ente che deve rilasciare un titolo. Oggi questa, ha molti più compiti: deve formare, offrire solidità, dare una prospettiva futura consistente. Prima si limitava a comporre una elite di persone di un “certo livello” oggi è profondamente cambiata”. Facendo un cenno all’etimologia della parola ha spiegato: “ L’università non tende più in un solo senso, come deriva proprio dal suo senso etimologico. Oggi è conforme ad una molteplicità di saperi. Ben vengano le riforme e i modi per rinnovarla ma ci resta ancora una sfida importante da vincere: riuscire a fare formazione per tutta la vita!” ha spiegato l’ex Ministro.
La parola è poi passata al Prof. Raffaele Calabrò Ordinario di Cardiologia alla Sun che ha da subito spiegato la difficile condizione in cui riversano le università italiane da qualche anno: “Era ora che si tornasse a parlare di università, di riforma. Oggi c’è sicuramente molta più consapevolezza rispetto al passato e, soprattutto, bisogna imparare ad usare bene quel gran privilegio che è l’autonomia attraverso dei giusti sistemi premianti e sanzionatori”.
Una panoramica anche attraverso la ricerca: “ Attualmente la ricerca di base e quella in campo umanistico sono fortemente penalizzate. Credo, per queste ragioni, che ad esse vadano destinate delle percentuali di finanziamento prestabilite così da evitare molte delle cose che si stanno verificando adesso” ha concluso Calabrò.

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