Rifiuti: l’Europa deve fare i conti con l’arretratezza dell’Italia

Si parla di ecologia e di ambiente da anni, nelle ultime elezioni alcuni candidati hanno discusso a lungo eppure l’Italia, il Paese dalle ricchezze ambientali e paesaggistiche, è indietro di anni e anni rispetto all’Europa

discarica

Si parla di ecologia e di ambiente da anni, nelle ultime elezioni alcuni candidati hanno discusso a lungo eppure l’Italia, il Paese dalle ricchezze ambientali e paesaggistiche, è indietro di anni e anni rispetto all’Europa. A parlarci di questa realtà è un brillante laureato Luiss, Daniele Dibenedetto che grazie alla sua tesi “L’intervento dell’Unione europea in materia di rifiuti e la politica ambientale europea” ha anche vinto una borsa di studio per tesi dall’Associazione Civile Giampiero Arci.

Un tema sempre attuale quello dei rifiuti che ha avvicinato un giovane Daniele appena 18enne. “Sono sempre stato un ambientalista convinto e mi sono appassionato negli anni alla materia tanto da decidere di approfondirla durante il percorso universitario. Avendo una carriera universitaria ben strutturata e nutrendo particolare interesse per il Diritto dell’Ue ho potuto svolgere una tesi dall’argomento così delicato“.

Daniele fa luce su una questione importante che mette l’Italia davanti alla consapevolezza di “non aver recepito il problema rifiuti”. “L’Unione Europea – ha spiegato – in ambito legislativo è molto avanti e i Paesi hanno compreso quanto è importante lo smaltimento di rifiuti, la difesa dell’ambiente, la salvaguardia delle risorse naturali. Questo in Italia non accade perchè tutti sono affetti dalla sindrome NIMBY (dall’inglese Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”, ndr) per cui la discarica non nella mia città, il termovalorizzatore non nel mio paese e così via“.

Si dovrebbe pensare al futuro con maggiore consapevolezza e responsabilità ma anche in questo caso Daniele ci riporta coi piedi per terra: “Quando si parla di diritto dell’ambiente il buon senso e la previsione di un ambiente e di un futuro migliore non bastano più. Lo Stato dovrebbe quindi creare sia un sistema di incentivi e di meccanismi premiali (anche dal punto di vista economico) atti a favorire il riciclaggio e la raccolta differenziata e solo qualora anche tali sistemi non producano risultati bisognerebbe prevedere un meccanismo sanzionatorio volto a scoraggiare l’elusione di tale sistema.

In un contesto di questo tipo un amante della natura e della legalità come questo giovane non può che pensare all’estero: “Alle elezioni mi sono schierato con Grillo perchè ha parlato molto di ambiente. Ma se le cose non cambieranno entro i prossimi 8 mesi, andrò via

Martina Gaudino

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