Ricercatore messicano desaparecido

Nella Bassa California (stato messicano di frontiera degli Stati Uniti) un giovane appartenente al movimento di studentesco messicano di cittadinanza attiva Yosoy 132, Aleph Jiménez, sembra essere essere scomparso dal 20 settembre 2012

Nella Bassa California (stato messicano di frontiera degli Stati Uniti) un giovane appartenente al movimento di studentesco messicano di cittadinanza attiva Yosoy 132, Aleph Jiménez,  sembra essere essere scomparso dal 20 settembre 2012, dopo la conferenza stampa, tenuta alla luce  degli scontri  in piazza del 15 settembre (giorno della festa di indipendenza messicana), in cui si denunciavano  la represessioni effettuate dalla polizia e la stessa elezione del neo Presidente Enrique Peña Nieto.

Il movimento Yosoy132 è composto per la maggioranza da studenti dell’struzione superiore in Messico, alla ricerca di una democratizzazione dei mezzi di comunicazione, la creazione di un dibattito tra i candidati presidenziali e il rifiuto dell’imposizione mediatica di Enrique Peña.

Il nome deriva da un video che 131 studenti hanno diffuso, contestandole dichiarazioni di alcuni funzionari pubblici..

Aleph Jiménez, è ricercatore presso l’istituto di ricerca, il Cicese (Centro de Investigacion Cientifica y de Educazione Superior de Ensenada) e in questi ultimi mesi, attraverso la piattaforma digitale del movimento stava in contatto con gli studenti messicani di altri centri di ricerca, a livello internazionale, per creare momenti di incontro e di scambio socio-informativo.

Total
0
Shares
1 comment
Lascia un commento
Previous Article

Depressione, a rischio chi non vedo ad un metro

Next Article

Sterilità, una proteina è in grado di riattivare gli ovuli

Related Posts
Leggi di più

Picchiavano i compagni di classe e postavano i video su Telegram: sei bulli finiscono in manette. “Violenze anche davanti ai professori”

Indagine dei carabinieri in provincia di Milano che ha portato all'arresto di sei studenti di un'istituto superiore accusati di violenze e maltrattamenti nei confronti dei loro compagni di classe. I video delle violenze venivano postate sulle chat di Telegram dove in pochi giorni hanno raggiunto le 100mila visualizzazioni. I pestaggi avvenivano addirittura in aula sotto gli occhi dei docenti.