Ricerca, al via bando da 50 milioni per il 2021

“Il prossimo anno diventeranno 150. Sappiamo che bisogna fare di più ma in questo primo momento vogliamo riattivare il sistema ricerca che in Italia si è interrotto”

Mentre le previsioni ottimistiche del pil fanno esultare il governo, il ministero dell’Università e della Ricerca si appresta a spendere i 50 milioni di euro inseriti nel decreto-sostegni bis. “Bisogna avere il coraggio di investire nell’istruzione”, così la ministra Cristina Messa all’indomani della pubblicazione del bando che sarà “di 150 milioni nel 2022”.

Dei 50 milioni di euro, 20 sono destinati al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale condotti da ricercatori emergenti (Starting Grant) e 30 per i progetti di ricerca fondamentale condotti da ricercatori affermati (Advanced Grant). Entrambe le tipologie hanno una durata massima di 5 anni.

Il bando per la ricerca

Per ogni progetto selezionato nell’ambito della linea “Starting Grant” sarà concesso un contributo in conto capitale corrispondente al totale dei costi ammissibili, fino a un massimo di 1 milione di euro. Mentre per ogni progetto selezionato nell’ambito della linea “Advaced Grant” sarà concesso un contributo in conto capitale corrispondente al totale dei costi ammissibili, fino a un massimo di 1,5 milioni di euro. Questi progetti, anche ad alto rischio, sono potenzialmente in grado di aprire nuove prospettive anche in ambito interdisciplinare.

La ministra Messa, in un’intervista rilasciata alla Stampa, è ritornata sull’argomento proteste no green pass. “La resistenza al certificato verde, che non va ignorata, ha riguardato una minoranza della popolazione universitaria. L’85% è vaccinato, ma bisogna garantire per chi non vuole farlo di avere il diritto allo studio a distanza“.

La ministra, poi, a ricordato come il governo stia portando avanti un piano quinquennale per riportare il numero dei docenti italiana vicino alla media europea. Rimanendo molto vaga sull’argomento: “Dobbiamo anche rivedere i criteri di valutazione degli istituti e dei docenti”. E agli oltre mille docenti che hanno firmato l’appello contro il green pass, la ministra ha risposto: “Bisogna rispettare la libertà dell’altro e garantire quella collettiva, questo provvedimento non ha nulla a che fare con la libertà individuale. Il green pass con il tampone permette tutti gli accessi. Non si può tornare indietro”.

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