Regionali in Campania

Campania. Elezioni regionali e università, non pochi i problemi: cervelli in fuga, alloggi per i fuori sede, costi elevati per raggiungere il titolo..

Oramai prossimi alle elezioni regionali, il dibattito tra i principali candidati presidenti dei due schieramenti della regione Campania continua a occupare le prime pagine dei giornali locali.
Ognuno pone l’accento su alcuni degli aspetti che possono essere migliorati nella regione e sui possibili cambiamenti che si possono realizzare nei diversi campi come quello dell’ istruzione, della ricerca e della sanità.
Stefano Caldoro, candidato del PdL, sottolinea l’importanza della coesione nella regione: “non c’è una logica che può dividerci: lo sviluppo deve essere unico, non può vincere la logica dell’odio”, riferendosi alla politica di Bassolino che ha concentrato i finanziamenti regionali principalmente a Napoli, a causa della rissosità con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca.
Diversi, quindi i progetti proposti per tutto il territorio: aeroporto e infrastrutture stradali in particolare per il Cilento e L’Agro Nocerino.
Diversa la posizione del candidato del Pd, Vincenzo De Luca, che pone la sua attenzione sugli errori passati della polita di Bassolino, in particolare prende in riferimento la situazione sanitaria. Il suo interesse principale è quello di dimostrare che non c’è alcuna continuità con il passato: “Bassolino non c’è più, ora c’è De Luca. L’errore di Bassolino è di aver ceduto ai ricatti di tutti quanti. Se ci fossi stato io se ne andavano tutti a casa altro che contrattazione sui primari e direttori generali” – ha affermato il candidato del Partito democratico.
Ma l’attenzione di entrambi si focalizza anche sull’istruzione ed in particolare sulle università campane che devono affrontare non pochi problemi: cervelli in fuga, pochi alloggi per gli studenti fuori sede, servizi carenti, costi elevati per raggiungere il titolo e un’offerta formativa spesso dispersiva.
Vincenzo De Luca pone attenzione su residenze e stage professionali in azienda, ma anche sull’ internazionalizzazione degli atenei. Lo scopo è incentivare i corsi post laurea in particolare quelli di lingua straniera e utilizzare i fondi per i programmi di Lifelong Learning.
Il suo obiettivo è creare una politica integrata che valorizzi il patrimonio culturale, storico, artistico e paesaggistico della regione attraverso il lavoro di enti privati, pubblici, di ricerca e di eccellenza.
Aumentare i fondi per la ricerca e valorizzare eccellenze e merito, è invece è la proposta lanciata da Stefano Caldoro che propone una riforma dei fondi per la ricerca al fine di individuare delle linee strategiche di intervento per garantire sviluppo, innovazione, occupazione. In programma la realizzazione del Politecnico regionale, un centro importante per la ricerca e la formazione, lo studio e lo sviluppo tecnico-scientifico.
Purtroppo per gli atenei campani, e non solo, c’è molto da fare. Auspichiamo quindi alla vittoria elettorale delle Università!
Simona Giocondo

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