Referendum Studentesco: a lezione dagli studenti

Referendum studentesco

Non c’è più tempo. È questo il messaggio lanciato dagli studenti di Rete della Conoscenza tramite il loro referendum studentesco, un progetto che ha coinvolto decine di migliaia di studenti medi e universitari tramite la rete. Non c’è più tempo da perdere di fronte alle emergenze sociali del paese, non c’è più tempo da perdere di fronte ad una classe politica che si è dimostrata più volte incapace di prendere decisioni importanti. Non c’è più tempo per intervenire concretamente in una situazione che – giorno dopo giorno – diventa sempre più complessa.

Una lezione di democrazia – Sono gli studenti, così, a riprendersi la parola in prima persona. E lo fanno in grande stile, con quella che è stata definita “una lezione di democrazia”.

Abbiamo provato ad ascoltare i promotori del progetto, che rivendicano con forza il diritto a un futuro di cambiamento. “Obiettivo prioritario della nostra iniziativa è quello di riaprire il dibattito sull’istruzione nel nostro paese: un tema che, soprattutto negli ultimi tempi, è stato troppo spesso accantonato – ci racconta Federico Del Giudice, responsabile del referendum universitario per Rete della Conoscenza.

“Con la riforma Gelmini si è andati incontro alla prosecuzione del sistema di privatizzazione delle Università italiane. Vorremmo capire, grazie a questo referendum, se gli studenti hanno davvero voglia di cambiare rotta, verso un nuovo sistema di Università”.

E la partecipazione? Il progetto sembra esser riuscito a coinvolgere gli studenti: “La partecipazione degli studenti è andata ben al di là delle nostre previsioni – continua Del Giudice. Scuole e università ci hanno contattato e continuano a farlo per raccogliere dati, ricevere informazioni e capire le modalità per esprimere il proprio voto. Anche parecchi singoli studenti ci chiamano per avere la possibilità di partecipare”.

Di certo, il successo dell’iniziativa è legato anche ad una imponente campagna tramite i social network. Gli attivisti di Rete della Conoscenza sono riusciti a raccogliere l’attenzione degli studenti soprattutto grazie al sostegno della rete, dove si è creato dibattito e si è stimolata la discussione intorno alle tematiche soggette di votazione.

E le tematiche? Sono sette le domande sulle quali sono stati coinvolti gli studenti: si parte dal diritto allo studio per passare al concetto di autonomia universitaria, fino a discutere di stagisti e dei recenti INVALSI.

Ma gli studenti, di certo, non si fermano qui. Sono già pronte, infatti, le prossime mosse da giocare: “Valuteremo le risposte degli studenti a livello nazionale – continua ancora Del Giudice – tramite la discussione in assemblee. Ci confronteremo sulle tematiche che più hanno coinvolto i ragazzi. A livello locale cercheremo di venire incontro alle vertenze degli studenti, coordinando le loro posizioni con quelle delle assemblee universitarie”.

L’altro obiettivo, poi, è la partecipazione al corteo promosso dalla FIOM per il 18 maggio. Ma la questione, qui, è un’altra: “Vogliamo allargare il tema dell’emergenza sociale. Vogliamo che si torni a parlare in maniera concreta di scuola e istruzione. Vogliamo rompere quel muro mediatico intorno alle emergenze sociali”.

Rimangono solo tre giorni giorni per esprimere il proprio voto. Un’occasione da non perdere per tanti studenti italiani.

E’ possibile votare al link https://www.referendumstudentesco.it/

Raffaele Nappi

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Test d'ingresso a Medicina: 8mila candidati in fila, è caos

Next Article

Studentesse universitarie si prostituiscono a Rimini

Related Posts
Leggi di più

Intervista alla senatrice Elena Cattaneo: “Denunciare ogni condotta che tradisce l’etica e la dignità accademica”

"Mi rendo conto che può non essere facile, ma finché non scatterà in ognuno di noi la molla per contribuire al cambiamento, ne usciremo tutti sconfitti, compreso chi penserà di averla fatta franca, di aver vinto", afferma la senatrice e prof.ssa ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, che racconta un suo episodio personale