Quando l’università è Slow Food

Preservare l’alimentazione regionale e tradizionale promuovendo un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente e della biodiversità, ma anche della tradizione dell’identità culturale dei popoli. Con questo obiettivo, l’Universitat Oberta de Catalunya (Uoc) è entrata a fare parte della rete Slow Food, presente in 132 Paesi e alla quale aderiscono 100.000 membri, fra cui 133 università in tutto il mondo.

Preservare l’alimentazione regionale e tradizionale promuovendo un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente e della biodiversità, ma anche della tradizione dell’identità culturale dei popoli. Con questo obiettivo, l’Universitat Oberta de Catalunya (Uoc) è entrata a fare parte della rete Slow Food, presente in 132 Paesi e alla quale aderiscono 100.000 membri, fra cui 133 università in tutto il mondo.
Grazie all’accordo firmato dal rettore della Uoc, Imma Tubella, e il presidente di Slow Food, Carlo Petrini, l’ateneo catalano svilupperà programmi di scambio di studenti e personale docente e progetti collegati all’educazione e al sostegno a comunità locali di produttori. La Uoc collaborerà inoltre alle attività e alle iniziative di Slow Food, a partire da quelle organizzate da Terra Madre, la rete di università e di centri di ricerca associati al movimento fondato nel 1986 da Carlo Petrini, della quale fanno parte, fra le altre, l’Università di Deusto (Bilbao) e La Sorbona di Parigi. L’Uoc è nata quindici anni fa, promossa dal governo catalano, come università a distanza di qualità, con docenza e corsi impartiti esclusivamente in internet.
Pioniera nel suo campo in Europa – informano fonti dell’ateneo -, è considerata un modello di riferimento internazionale per il suo metodo pedagogico e di apprendimento, basato esclusivamente sull’interazione on-line. Col protocollo d’intesa, l’ateneo catalano si impegna a integrare la filosofia di Slow Food in tutti i programmi impartiti dall’Area di Sistemi alimentari, cultura e società, in quelli di master e di post laurea, a cominciare dai corsi già avviati come ‘Food Society and International Food Governancè, per finire a quelli come ‘Alimentazione, cultura e territoriò o ‘Agricoltura ecologicà, che saranno inaugurati nel 2011.
«Con la firma dell’accordo, la Uoc vuole unirsi al patto internazionale per la qualità alimentare, la cultura culinaria e il localismo», dice Imma Tubella. Terra Madre è un progetto concepito da Slow Food, che riunisce tutti coloro che fanno parte delle filiera alimentare, per difendere insieme agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e preservare il gusto e la biodiversità del cibo. Ed ha il suo fulcro nella convinzione che «mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico».
Una filosofia basata non solo sui piaceri della tavola e il buon cibo, ma anche sulla difesa delle culture locali di fronte alla omologazione imposta dai sistemi moderni di produzione.

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