Napolitano boccia i tagli del governo

napolitanopensoso.jpg“Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati”. Le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto a Perugia alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell’ateneo, pesano come pietre. Il suo discorso in difesa dell’università e contro i tagli previsti-voluti-approvati dal governo Berlusconi chiama direttamente in causa l’operato del superministro dell’Economia Giulio Tremonti e della titolare del Miur Mariastella Gelmini.
L’accoglienza. Il presidente Napolitano è stato accolto dal rettore Francesco Bistoni e dalle massime autorità locali tra le quali la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti ed il sindaco di Perugia, Renato Locchi. Gli studenti della Sinistra Universitaria – Udu hanno anche consegnato al presidente una lettera di solidarietà “A seguito degli attacchi a cui è stata sottoposta la Costituzione e delle non troppo velate minacce al presidente della Repubblica che la difende e la rappresenta”.
L’intervento. Nel suo discorso perugino, il presidente Napolitano ha rinnovato l’appello a definire le riforme per l’Università senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie, guardando i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che «può suggerire» delle soluzioni. Vale a dire: investimenti mirati nei settori strategici e migliore allocazione delle risorse destinate all’Istruzione e alla Ricerca. Non certo tagli.
Tommaso Bori, coordinatore della Sinistra Universitaria – Udu, ha spiegato le ragioni della lettera aperta indirizzata al presidente: «Negli articoli della nostra Costituzione ritroviamo il nostro essere di studenti e i nostri valori democratici ed antifascisti. Questa è una battaglia che accomuna noi e il presidente della Repubblica, in difesa dei valori costituzionali e il diritto allo studio sanciti nella Costituzione. Non siamo e non siamo mai stati per la difesa dell’esistente fine a se stessa: vogliamo un cambiamento vero, ma in meglio. Non una dismissione dei nostri atenei finalizzata al risparmio, la nostra università e il nostro futuro non sono un capitolo di spesa su cui tagliare».
La cerimonia conclusiva per le celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell’Università degli Studi di Perugia si è chiusa con la consegna da parte del presidente Napolitano di attestati di merito ad alcuni degli studenti dell’ateneo perugino che hanno ottenuto i migliori risultati. Successivamente il presidente ha lasciato l’Aula Magna e prima di risalire in auto ha salutato e stretto la mano ad alcune delle tante persone che lo hanno applaudito calorosamente all’esterno dell’ateneo.

Manuel Massimo

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