Parroco attacca il presepe del liceo nei giardini pubblici: «È contro la fede»

Una lettura “cosmica” del presepe ritenuta dissacrante. Il totem che illustra la Natività, allestita nei giardini pubblici in centro città da Confartigianato Vittorio Veneto con il supporto degli studenti del liceo artistico “Munari”, non è passato inosservato, quanto ai contenuti, a monsignor Ermanno Crestani, già parroco di Serravalle e Sant’Andrea. «Quanto descritto – riflette il sacerdote – va contro la fede cristiana e il comune sentire. Un’interpretazione non corrispondente alla storia e che ritengo non opportuna. Per questo vorrei proporre un dialogo alla scuola, per ragionare insieme sulla Natività e capire dai ragazzi il perché di questa interpretazione».
LA POLEMICA
Il presepe in legno degli artigiani abbellisce, ormai da anni in occasione del Natale, i giardini pubblici. E quest’anno le statue sono state rivisitate con delle decorazioni dagli studenti della sezione “discipline pittoriche” dell’indirizzo arti figurative del liceo cittadino. Ne è nata una collaborazione, come spiega il totem giallo posto davanti al presepe, che dà anche una lettura degli studenti della Natività. «La Natività – si legge – è rappresentazione del flusso di energia che diede origine a tutte le cose: al cosmo nel suo complesso, agli elementi primordiali, alla natura colta in un momento di divenire, in cui forme e sostanze si stanno plasmando fino alla nascita del pensiero e alla sua organizzazione». E seguendo questo ragionamento, gli studenti attribuiscono ad ogni elemento del presepe un significato. «La capanna rappresenta il cosmo, primordiale materia informe ed incerta. Il bambinello costituisce l’elemento scatenante della vita, l’energia vitale, il big bang, che dà origine ai quattro elementi primordiali, cioè acqua, fuoco, terra e aria, rappresentati dalle quattro figure raccolte nella capanna e che danno origine alla natura. La stella cometa, argento vivo, rappresenta il germe del sole». E poi ancora: «Gli animali indicano la natura che si sta costituendo in tutte le sue forme, nel momento in cui tutto può diventare tutto prima che diventi ciò che sarà». Una lettura viene indicata anche per le figure dei pastori e dei re magi: «Rappresentano il punto più alto del processo della creazione: il pensiero, che a sua volta crea e organizza il pensiero attraverso la scrittura e più in generale la culturale».
LA REAZIONE
Don Ermanno visitando il presepe del centro non ha potuto non imbattersi in quelle parole. E rifletterci. «Viene data un’interpretazione simbolica alla Natività e lo fanno come se fosse un qualcosa di scientifico: a che scopo? – si chiede il sacerdote, che non condivide tale lettura -. In questo modo si nega la Natività del Vangelo e la si riporta tutta come un simbolo. A mio avviso, si tratta di un’operazione che falsifica e trasforma il Natale in qualcosa che è diverso rispetto a quanto è stato, non solo per i cristiani, ma anche da un punto di vista storico». Monsignor Crestani vorrebbe capire il perché di tale interpretazione e da cosa si sia mossa. E ciò potrebbe anche essere l’occasione per avviare un dialogo con la scuola. Quelle parole che campeggiano sul totem giallo in centro città, davanti alla Natività, don Ermanno le ha condivise anche con altri sacerdoti, riscontrando in generale dello sdegno. «Non capisco il perché di questo, di una negazione storica, prima che religiosa, di un fatto come la Natività narrata dagli evangelisti su un binario storico-religioso. Così mi pare un’azione scorretta, dissacrante, nel senso che dà un senso falso al Vangelo. Un’interpretazione che falsifica e che ritengo non opportuna e non corretta» riflette il sacerdote.
ilgazzetino

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