Parma, il carcere apre le porte all'università e alle scuole superiori

Al via un progetto coordinato dalla Cooperativa Sirio in collaborazione con l’Ateneo, gli Istituti penitenziari, i Licei Sanvitale e Toschi e la redazione “Non ci sto più dentro”. Due corsi universitari entrano negli spazi del carcere. Il 22 febbraio ospite Gianrico Carofiglio.

Gli Istituti penitenziari di Parma si aprono all’Università e alle scuole superiori: lezioni universitarie e laboratori dentro il carcere, con il coinvolgimento di studenti e detenuti. È lo spirito di fondo di un progetto coordinato dalla Cooperativa sociale Sirio, da trent’anni anni impegnata nel reinserimento socio lavorativo e in attività educative – formative con e per i detenuti, in collaborazione con l’Ateneo, gli stessi Istituti penitenziari, i Licei “Albertina Sanvitale” (Liceo delle Scienze Umane) e “Paolo Toschi” (Liceo Artistico) e la redazione radiofonica “Non ci sto più dentro”.

L’iniziativa è stata presentata nella giornata di lunedì nella Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell’Università di Parma. All’incontro sono intervenuti il Rettore Loris Borghi, la Presidente della Cooperativa Sociale Sirio Patrizia Bonardi, il Direttore degli Istituti Penitenziari di Parma Carlo Berdini, i docenti dell’Università di Parma Sergio Manghi e Vincenza Pellegrino, il Dirigente del Liceo delle Scienze Umane “Albertina Sanvitale” Andrea Grossi e il Dirigente del Liceo Artistico “Paolo Toschi” Roberto Pettenati.

Due corsi universitari varcano le porte degli Istituti penitenziari di Parma: il corso di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” (Corso di laurea magistrale in Giornalismo e cultura editoriale), tenuto dal prof. Sergio Manghi, e il corso di “Politiche sociali” (Corso di laurea in Servizio sociale), tenuto dalla prof.ssa Vincenza Pellegrino. Tutor e facilitatore per la parte dei corsi nelle carceri cittadine sarà il dott. Giuseppe La Pietra, responsabile formazione della Cooperativa Sirio.

Il corso di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” entra in carcere dal 15 febbraio al 15 marzo: per 5 settimane, una delle tre lezioni settimanali del corso (quella del lunedì) si terrà negli spazi degli Istituti penitenziari. Il tema sarà “Risentimento e riconciliazione. Dinamiche psichiche, sociali e culturali”. I partecipanti saranno invitati, dunque, a riflettere sulle dinamiche, micro e macrosociali insieme, che generano risentimento tra le persone nella società contemporanea: ci si confronterà sulle parole “risentimento” e “riconciliazione”, a partire dalle esperienze dei partecipanti, e si lavorerà insieme a partire dal film “Lo straniero” di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo libro di Albert Camus, che sarà proiettato in due incontri. Nell’iniziativa saranno coinvolti 18 studenti del corso di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e 15 detenuti (iscritti all’Università e non).

Il corso di “Politiche sociali” partecipa invece al progetto “La manomissione delle parole. Laboratorio socio narrativo”, che coinvolge gli studenti universitari, i detenuti e gli alunni dei Licei Sanvitale e Toschi e che è incentrato sul linguaggio: a partire dall’omonimo volume di Gianrico Carofiglio i partecipanti svolgeranno laboratori socio-narrativi sulle parole vergogna,giustizia, ribellione, bellezza, scelta.

Per i ragazzi dell’Università e per quelli delle scuole ci sarà un lavoro rispettivamente in Ateneo e in classe, seguito poi da diversi incontri di confronto in carcere con i detenuti, che nel frattempo avranno sviluppato e svolto una loro attività laboratoriale. E grazie all’accordo di collaborazione didattica tra il corso di laurea in Servizio sociale e la Sirio, due studentesse parteciperanno al laboratorio interno al carcere con i detenuti, per poi realizzare la tesi di laurea sul tema. All’iniziativa parteciperanno tutti gli iscritti a Politiche sociali (80 studenti) per la parte esterna al carcere, mentre la parte di laboratorio che si svolgerà negli Istituti penitenziari coinvolgerà 15 studenti e 15 detenuti.

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