Ordine degli ingegneri, in Aquila si ricostruisca senza le Università

Il presidente “noi i veri professionisti, l’Università si occupa di formarli” Il Consiglio nazionale dell’ Ordine degli Ingegneri ha diffidato con una nota ufficiale il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, «a stipulare accordi, contratti o convenzioni con Università e Enti similari» per la progettazione dei piani di ricostruzione nei Comuni terremotati: lo stesso documento è stato inviato anche al coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

Il Consiglio nazionale dell’ Ordine degli Ingegneri ha diffidato con una nota ufficiale il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, «a stipulare accordi, contratti o convenzioni con Università e Enti similari» per la progettazione dei piani di ricostruzione nei Comuni terremotati: lo stesso documento è stato inviato anche al coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana. Lo hanno reso noto in una conferenza stampa all’Aquila il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando, alcuni componenti del Consiglio nazionale e il presidente dell’Ordine dell’Aquila, Paolo De Santis. Tra le parti si profila una controversia legale.

La presa di posizione è l’ennesima puntata della guerra tra gli ingegneri e Chiodi, il quale nelle passate settimane aveva accusato i professionisti dell’Aquila invitandoli «ad andare a studiare se non capiscono». La diffida è scattata dopo la nota diffusa dal commissario per la ricostruzione, indirizzata ai sindaci del cratere, contenente una bozza di convenzione tra i Comuni stessi e le Università avente come oggetto attività professionali relative alla ricostruzione. «Non siamo assolutamente d’accordo con questa convenzione – ha spiegato Rolando -. Innanzitutto non è a norma di legge. E poi non è accettabile un rapporto univoco con l’Università quando ci sono dei professionisti capaci».

I circa 5 mila ingegneri che sono in Abruzzo, secondo Rolando, «sono i veri professionisti, l’Università invece si occupa di formarli». Il presidente nazionale ha poi annunciato che se questa linea del commissario Chiodi non verrà modificata andranno avanti per le vie legali. «Faremo una forte opposizione – ha ribadito – se questa convenzione con l’Università verrà stipulata. Se invece non sarà così, continueremo a dare a Chiodi la nostra collaborazione». Secondo i vertici dell’Ordine questa convenzione, oltre a non rispettare le norme contenute nel decreto legislativo n. 163 del 2006 (codice dei contratti pubblici), non offrirebbe quella garanzia di «speditezza e qualità di risultati» auspicata dallo stesso Chiodi nella nota inviata ai sindaci. «Come si fa ad ottenere la qualità dai laureandi» ha affermato Maurizio Vicaretti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Pescara, in relazione al fatto che, se gli incarichi venissero affidati alle Università, sarebbero gli studenti, coordinati dai docenti, a svolgere le attività relative alla ricostruzione. Secondo il presidente dell’Ordine dell’Aquila De Santis, «sono sotto gli occhi di tutti gli errori riguardo gli esiti delle verifiche di agibilità, non vorremmo che anche nel processo di ricostruzione si sbagli».

Fonte:Ansa

Total
0
Shares
1 comment
Lascia un commento
Previous Article

Dal Miur 10 mnl alla Cà Foscari di Venezia

Next Article

Napoli e l’Italia unita

Related Posts
Leggi di più

“Vietato salire sull’aereo con i ventilatori polmonari”: Ryanair nega il volo a una dottoranda che deve andare a discutere la tesi

L'incredibile storia capitata a Paola Tricomi, studentessa siciliana della Normale di Pisa che tra qualche giorno dovrà discutere la tesi di dottorato. La compagnia aerea le ha negato la possibilità portare a bordo i due ventilatori polmonari che le servono per respirare. Dopo la mobilitazione sul web la società irlandese ha fatto marcia indietro: "E' stato un equivoco".
Leggi di più

Ucraina, niente vacanze estive per gli studenti di Mariupol: “Russi iniziano la loro propaganda a scuola”

L'occupazione russa della città simbolo della guerra in Ucraina comincia ad avere le prime ripercussioni: gli studenti non faranno le vacanze estive e andranno a scuola fino al 1 settembre. Secondo il governo di Kiev l'esercito di Putin vuole de-ucrainizzare gli scolari e prepararli al curriculum russo che dovranno studiare il prossimo anno scolastico.