Tagli al diritto allo studio. L’appello dell’Udu: “occupiamo gli atenei”

PERUGIA

Occupazioni in tutti gli atenei d’Italia. Contro il decreto Profumo sul diritto allo studio, gli studenti dell’Unione degli Universitari lanciano un appello per preservare il numero dei borsisti e manifestano sotto le sedi regionali degli enti per il diritto allo studio.

“Il decreto ha come obiettivo quello di ridurre il più possibile il numero di studenti borsisti, così da far finta che i fondi drammaticamente tagliati possano apparire sufficienti”, dichiara Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’UDU. “E’ un’operazione irresponsabile e inaccettabile. In questo momento il nostro Paese ha bisogno di un forte investimento nel futuro, non di nuovi tagli concentrati sulla parte più debole e più meritevole del sistema universitario”.

L’Udu ha lanciato in queste ore l’appello online ai Presidenti delle regioni e ai Parlamentari neo eletti.

L’appello “#STOPPAPROFUMO”

“La Costituzione Italiana riconosce e tutela il Diritto allo Studio. L’art. 34 recita I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Il nostro Paese già oggi vede un sistema universitario sotto-finanziato che negli ultimi anni ha subito pesanti tagli. Il numero degli iscritti all’università continua a diminuire, le tasse studentesche negli ultimi 10 anni sono quasi raddoppiate, siamo all’ultimo posto in assoluto in Europa per numero di giovani laureati e al penultimo posto per spesa per Istruzione. Nell’attuale crisi economica e sociale, sempre più famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese e spesso il costo di mantenere un figlio all’università diventa troppo elevato.

In questo contesto, il Governo dimissionario di Monti sta cercando in tutti i modi di far approvare un decreto che rappresenta l’ennesimo taglio al diritto allo studio. Nel decreto infatti vengono inaspriti i requisiti per poter accedere alla borsa di studio, cercando di limitare il più possibile il numero di studenti borsisti per far apparire che le poche risorse oggi a disposizione siano in realtà adeguate.

Facciamo appello a tutti i Presidenti di Regioni, agli Assessori Regionali competenti, a tutti i neoeletti in Parlamento e a tutti i cittadini del nostro Paese, perché questo decreto venga fermato e si riconosca finalmente la priorità politica di tornare ad investire sui giovani e sul diritto allo studio. Dopo anni di tagli non possiamo accettare che si passi ora a colpire la parte più debole dell’università, gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi. E’ necessario fermare subito questo nuovo attacco al diritto allo studio e ai valori costituzionali e invertire la rotta, tornando ad investire sull’Istruzione e sul futuro delle nostre generazioni”.

 

 

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