Napoli: protesta nazionale

La protesta a Napoli convocata dai precari della scuola ha riunito tutte le parti del mondo della scuola, dell’università e della precarietà in generale.

Oggi la protesta parte da Napoli: la manifestazione, convocata dai precari della scuola, ha riunito tutte le parti del mondo della scuola, dell’università e della precarietà in generale per fermare il tornado dell’ultimo anno.
Vogliamo uscire dalla crisi. Sono queste le parole dei “combattenti” che non si arrendono alla finanziaria in discussione alla Camera. Prospettive di vita sempre più degradanti e un mondo di formazione disorientato sono le conseguenze dei tagli sempre più consistenti che il governo opera a danno della società. Riduzione del personale e conseguente aumento della disoccupazione, soppressione di istituti scolastici e quindi sovraffollamento di altri, aumento delle tasse e tagli ai corsi serali solo una serie di cause-conseguenze che oggi a partire dalle 14.30 i manifestanti grideranno a gran voce tra le strade della città.
Definita ormai “distruzione della scuola pubblica”, la situazione si aggrava maggiormente se sommata ai tagli all’università, alla sanità e agli enti locali (7 miliardi di euro in tre anni a scuola e università, 400 milioni tra il 2010 e il 2013 al Fondo di Finanziamento Ordinario delle università, alla sanità 5 miliardi in tre anni e agli enti locali 20 miliardi) e quindi dalle aule alle facoltà il problema è esattamente lo stesso: precarietà, il mostro precarietà. Gli studenti si sono uniti e mai come adesso chiedono un blocco totale del Paese, un modo per dimostrare che ormai la crisi è di tutti, un male comune.
Il Coordinamento precari scuola, organizzatore della protesta, per la protesta di oggi ha coniato uno slogan che la dice lunga sulla volontà del popolo studentesco italiano: “Vogliamo un’eruzione di pubblica istruzione”.

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