Muore d’overdose per strada. L’Aduc: “In Italia il problema droga è marginale”

39 anni, morto di overdose in un bagno pubblico di Firenze. “La notizia é di quelle che non tutti i giornali riportano anche perché è ignorata dalle agenzie stampa.” Scrive critico  il  presidente dell’ADUC (Associazioni per i diritti degli utenti e consumatori) Vincenzo Donvito, in un comunicato stampa redatto dall’associazione. Nel pomeriggio dell’Immacolata, il corpo privo di sensi di un uomo noto come tossicodipendente è stato trovato da un’inserviente nei bagni pubblici di Via Filippina. All’arrivo dell’ambulanza, non c’era più nulla da fare.

La notizia proprio nei giorni in cui in a New York  il regista Sam Branson presenta il documentario “Breaking the Taboo” sulla guerra alla droga, cioè il tortuoso percorso legislativo intrapreso negli  anni da Clinton ed altri presidenti al fine di contrastare il consumo di droga negli Stati Uniti che mira a dimostrare che se la lotta frontale ed il proibizionismo non danno gli esiti sperati, forse è ora di trovare altre soluzioni.

Questa l’opinione anche di Donvito, che spiega: “La morte molto probabilmente non sarebbe sopraggiunta se nella città del Sindaco Matteo Renzi e nell’Italia di Mario Monti, Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani, si fosse seguito l’esempio di decine di città europee e non solo, città in cui ci sono le narcosale, luoghi dove i malati di tossicodipendenza vanno ad iniettarsi le proprie sostanze, anche dopo un controllo sulle stesse da parte del personale sanitario che sovrintende alla disponibilità di questi luoghi”. Le narcosale nel mondo sono circa 70, ma non tutti gli stati aderiscono alle politiche di Riduzione del danno. In Italia, per adesso non se ne parla.

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