Lusso: il brand batte il "Made in"

Crisi o no, sul brand non si discute. Perché nel mercato dei beni di lusso è il marchio che fa la differenza, molto più del “Made in” e del prezzo. Questo almeno è il risultato della ricerca “Luxury brand ed effetti del ‘Made in’” condotta dall’Università di Firenze.
L’importanza del marchio, secondo i dati dell’analisi, è riconosciuta in tutte le parti del mondo, dall’Italia alla Francia fino a Cina, Russia, India, Giappone e Usa. Differente il ruolo del “Made in”: rispetto alle varie parti del mondo il rilievo del luogo di progettazione e di quello di produzione è infatti sentito particolarmente in Italia, Russia e Cina-Hong Kong. L’effetto del prezzo invece è molto forte in Giappone, dove è l’elemento più rilevante, negli Usa e in Cina-Hong Kong. Molto probabilmente, tuttavia, in Giappone il prezzo è tanto più influente non quanto è più conveniente, ma quanto più è alto poiché testimonia e garantisce la qualità del bene di lusso.
Riguardo al concetto di “Made in” c’è poi una differente interpretazione in quanto il luogo di origine può essere interpretato come luogo di progettazione o luogo di realizzazione e assemblaggio. Sorprendentemente gli italiani attribuiscono maggiore rilievo alla componente del “Made in” progettuale rispetto a quella manifatturiera.
I tedeschi e i giapponesi, invece, ritengono che il “Made in” derivi in prevalenza dal luogo da cui un prodotto viene fisicamente realizzato. “A livello internazionale il valore del ‘Made in’ come luogo di fabbricazione si sta annacquando, mentre cresce il valore del marchio. È una tendenza in corso anche per i prodotti del lusso”, ha commentato Michele Norsa, amministratore delegato del gruppo Salvatore Ferragamo.
La ricerca presentata ha poi misurato la percezione attraverso 4 descrittori chiave (innovatività, design, prestigio e abilità produttiva) del campione rispetto all’immagine dei vari Paesi. L’Italia spicca per il design, la Francia per il prestigio, la Germania per l’abilità produttiva, il Giappone e gli Usa per l’innovatività, mentre India, Russia e Cina hanno immagine sfocata con percezioni generalmente deboli.
In conclusione, guardando a livello di associazione tra i marchi del lusso e il paese di origine dei brand, spicca su tutti il marchio Armani con il 91,4% di intervistati che hanno risposto con una corretta associazione tra marchio e l’Italia come paese d’origine. In seconda posizione c’è Louis Vuitton con l’81,1%, seguito da Chanel con l’80,2%.

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