L'Udu contro la lotteria dei test

testingresso.jpg«Riparte la lotteria del test d’ingresso ai corsi a numero chiuso». È quanto afferma l’Unione degli Universitari lamentando che «ad una settimana dal test d’ingresso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, l’esame di ammissione che nel 2007 ha fatto emergere quanto non sia affidabile lo strumento del numero chiuso come metodo di selezione del merito, il rettore della Sapienza Luigi Frati sulle pagine del quotidiano La Repubblica dice di non volerne sapere nulla di come viene redatto».
L’Unione degli Universitari ritiene, «invece, che non si possa ignorare l’inaffidabilità dei test d’ingresso a valutare le conoscenze di uno studente la cui preparazione dovrebbe essere valutata durante la sua carriera accademica. Il Numero Chiuso – sostiene l’Unione degli Universitari – è e rimane uno strumento aprioristico che nega l’accesso al sapere. Ogni anno i test sono caratterizzati da errori nella loro stesura, errori nelle correzioni, domande assurde, ricorsi ai Tar che durano anni».
«I test d’ingresso – denuncia ancora l’Udu – sono la lotteria del nostro futuro. Non chiediamo il ‘diritto alla laurea’, chiediamo di essere seriamente valutati durante il corso degli studi, chiediamo una valutazione sulla base del nostro impegno accademico e delle nostre capacità, non sulla base di 120 minuti di domande a crocette. Il nostro futuro vale più di un test a crocette».
«Chiediamo pertanto al Parlamento – prosegue l’Udu – di risolvere con una nuova legge le incongruenze tra diritto allo studio e test d’ingresso che il ricorso collettivo, portato avanti dall’UdU, ha visto riconoscersi nelle aule del Tribunale Amministrativo, perché finisca una volta per tutte questo spietato spettacolo circense dei test d’ammissione. Il 3 settembre, intanto, saremo nelle facoltà a controllare che tutto si svolga regolarmente e pronti a denunciare le irregolarità che ogni anno non mancano mai di verificarsi. Perché – conclude l’Udu – nella lotteria dei test d’ingresso non ci entrino anche i malaffari».

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