L'UDU chiede le dimissioni della Gelmini

Il ddl Gelmini, dopo la finanziaria, senza calendarizzazione dell’apertura della discussione. L’unica che vuole riforma, rimane la Gelmini, per questo ora deve dimettersi!

La riforma Gelmini è slittata a dopo la finanziaria. Neanche l’apertura della discussione è stata calendarizzata, come previsto per venerdì 15 ottobre 2010. Il Governo e il Parlamento stanno tornando sui loro passi, le proteste di questi mesi, che abbiamo portato anche a Torino dove abbiamo occupato il Politecnico da ieri, cominciano a fare sentire la pressione contro un ddl che non vuole nessuno.
L’unica che continua a volere una riforma, come quella slittata  rimane la Gelmini, per questo ora deve dimettersi! E’ stata abbandonata da Temonti, commissario del Ministero dell’Università, è per questo è politicamente insostenibile che continui a fare il Ministro! Deve ritirarsi lei come deve essere ritirato il ddl
.Nella piazza ha preso vita un’assemblea con tutti gli studenti, ricercatori e docenti che ha avviato una discussione sui mali dell’Università e su come dovrebbero essere risolti. La volontà di avviare un percorso di assemblee negli atenei e di unire alla protesta anche momenti di elaborazione per rilanciare l’Università pubblica e il suo ruolo nella società è arrivata da tutti i fronti.
Per adesso abbiamo vinto, ma ora si aprano negli atenei assemblee per mettere insieme dei cantieri del sapere, fatti di discussioni, di assemblee, di analisi, di proposte che rimetta al centro il ruolo del sapere pubblico nella nostra società.Quindi ora l’appuntamento è a Roma per la mobilitazione della Fiom di sabato, in cui il mondo della conoscenza porterà in piazza il valore dell’istruzione come bene comune, per poi passare negli atenei dalla prossima settimana per un calendario fitto di assemblee e iniziative di protesta in un clima di fermento che sta crescendo sempre più.

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