L’ascensore c’è, ma la ditta non vuole collaudarlo. Bambina in carrozzina costretta a rimanere in classe durante la ricreazione

bambina in carrozzina

Bambina in carrozzina costretta a rimanere in classe – Non può scendere in cortile per fare ricreazione con i suoi compagni, ma non può nemmeno partecipare ai laboratori e alle lezioni che si tengono al di fuori della sua aula. Succede a Roma, nella scuola materna Il Gelsomino, nel quartiere San Paolo. Anna ha solo quattro anni ed è affetta da paralisi cerebrale discinetica, una grave patologia che la costringe in carrozzina.

Nella scuola non ci sono un montascale o uno scivolo che permettano ad Anna di superare il suo handicap e partecipare alle quotidiane attività scolastiche insieme ai suoi compagni. Tuttavia l’Istituto dispone di un ascensore che, però, nonostante sia regolarmente installato grazie ai finanziamenti di Roma Capitale, non è stato ancora collaudato e risulta quindi inagibile.

“E’ una vergogna che mia figlia sia costretta a rimanere prigioniera in classe – si sfoga la mamma di Anna, Nunzia Inchingoli, in un intervista rilasciata a Il Messaggero – E non per un grave guasto. Ma perché ci sono problemi burocratici. Il 6 novembre ho presentato un esposto ai vigili. Sono passati più di venti giorni da allora e non si è mosso nulla”.

Il motivo per cui l’ascensore non è ancora entrato in funzione lo spiega bene il presidente dell’VIII municipio Andrea Catarci: “Di solito i collaudi vengono fatti con rimborsi a fattura: la ditta paga e poi viene rimborsata dal Comune, ma negli ultimi anni vista l’emergenza delle casse capitoline le ditte sono sempre state rimborsate in ritardo e oggi molte si rifiutano di anticipare i soldi”.

Da Roma Capitale assicurano che entro Natale l’ascensore sarà regolarmente in funzione, nel frattempo, però l’unica vittima dei ritardi e delle tensioni tra ditte appaltatrici e Istituzioni è solo la piccola Anna.

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