“La Legge di stabilità penalizza scuola e Università”: la critica dell’Unione degli Universitari

Polemiche sulla Legge di stabilitàIl piano legislativo è stato approvato il 15 ottobre, ma ha scatenato subito le proteste di sindacati e associazioni. Scuccimarra: “La ricostruzione del nostro Paese deve passare dal rilancio del sistema universitario”

 

La Legge di stabilità è stata approvata lo scorso 15 ottobre, ma, già arrivano le prime polemiche sul suo contenuto. Il programma approvato dal Consiglio dei Ministri non prevede tagli alla sanità, non immette nuove tasse e rifinanzia scuola e Università, ma in molti denunciano la manovra come una legge spot.

A pochi giorni dall’approvazione della legge, l’Unione degli Universitari (UDU), infatti, ha emanato un comunicato in cui passa in rassegna gli interventi rivolti al mondo dell’Istruzione: “Le misure adottate dalla legge di stabilità sommate a quelle in discussione contenute nel dl scuola n.104, disegnano una situazione invariata per quanto riguarda il rilancio dell’istruzione e dell’Università nel nostro Paese. Sono solo 230 i milioni di euro (di cui solo 150 di FFO) previsti dall’attuale Ministro Carrozza per l’Università, a malapena la metà dei fondi tagliati un anno fa dal Ministro Profumo”.

“Ancora una volta i finanziamenti per la scuola pubblica statale sono inesistenti a favore delle scuole non statali le quali riceveranno nel 2014 finanziamenti per 200 milioni – ha dichiarato Daniele Lanni, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi – Un ennesimo attacco alla scuola pubblica, oltre che alle Università”.

Critiche severe alla Legge voluta dal governo Letta, mentre molte perplessità vengono destate dal decreto L’Istruzione riparte, attualmente in discussione presso la Commissione parlamentare: “Il finanziamento previsto dal DL implica che per il 2014 lo Stato investirà sul diritto allo studio 112,8 milioni (37,4 milioni in meno dello scorso anno), le Regioni 45,12 milioni  e gli studenti, tramite la tassa regionale per il diritto allo studio, tra i 210 e i 220 milioni di euro. Una situazione assurda in cui gli studenti pagheranno gli interventi a loro favore più di Stato e Regioni messe insieme, più del doppio del solo Ministero dell’Istruzione e, nonostante ciò, i fondi a disposizione sono palesemente insufficienti per garantire le borse a tutti gli idonei”. Ha affermato Claudio Scuccimarra, coordinatore nazionale UDU, che ha poi aggiunto: “La rotta va invertita immediatamente, la discussione parlamentare in atto può e deve garantire da subito i fondi necessari per coprire il 100% delle borse di studio.”

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