La crisi arriva fino ad Harvard

350px-harvard_u.jpgAnche Harvard rischia di finire in bolletta. In tempo di crisi economica l’università più ricca d’America, nonostante vanti un patrimonio di 37 miliardi di dollari, si sta preparando ad affrontare tempi difficili. Drew Faust, la prima donna rettore del prestigioso ateneo, ha annunciato che l’ateneo sta pensando a strategie per tagliare i costi e rivedrà gli stipendi della facoltà, che ammontano a quasi la metà del budget.
L’università potrebbe rimandare anche alcuni suoi ambiziosi programmi, come quello di espandere il campus dalla città di Cambridge fino a quella di Allstone. Un problema, ha detto Faust, è che la crisi economica potrebbe ridurre i prestiti federali per le rette studentesche, con un effetto diretto sul patrimonio dell’istituto. “Dobbiamo essere pronti – ha spiegato – ad assorbire perdite senza precedenti al nostro patrimonio e pianificare un periodo di maggiori ristrettezze finanziarie”.
Le scelte di Harvard rispecchiano quello che sta avvenendo negli altri atenei del paese, compresi quelli dell’Ivy League – il nome con cui è definito il gruppo delle otto università del nordest degli Stati Uniti che vantano una tradizione di prestigio ed elitismo. Il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama ha studiato alla Columbia University e nella stessa Harvard, entrambi istituti Ivy League. Proprio in quest’ultimo ateneo Obama ha diretto la prestigiosa ‘Harvard Law Review’.
Gli atenei più ricchi possono avere un vantaggio durante periodi di recessione ma se la crisi sarà prolungata anch’essi saranno vulnerabili, visto che tenderanno a finanziare il loro dispendioso bilancio attingendo al proprio patrimonio.
La scuola non ha comunque abbandonato le iniziative per rendere l’istruzione accessibile anche agli studenti che provengono da ceti medio-bassi, e ha assicurato che chi proviene da famiglie con reddito inferiore ai 60.000 dollari annui sarà esentato dal pagamento della retta.

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