La Cattolica boccia il decreto sicurezza

medici.jpg“Siamo medici, non delatori”. Si può sintetizzare così il succo del discorso con cui la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha espresso «forte preoccupazione» nei confronti del decreto approvato dal Senato il 5 febbraio sull’abolizione del divieto di segnalazione degli immigrati irregolari da parte dei medici. Una misura che in molti reputano contraria alla Costituzione e palesemente in contrasto con la deontologia professionale.
La posizione è stata presa durante la seduta del Consiglio di Facoltà dell’11 febbraio 2009 le cui conclusioni sono state diffuse venerdì 13. «L’eventuale segnalazione – afferma la nota diffusa dalla facoltà – contraddice le norme morali che disciplinano la professione medica e rischia di compromettere la fiducia nei confronti dei medici e incoraggiare la ‘clandestinità sanitaria’, pericolosa per la salute pubblica».
La facoltà auspica che il Parlamento, nel prosieguo dei suoi lavori, «modifichi il decreto legge sulla sicurezza in modo che i medici italiani possano continuare ad operare nel pieno rispetto dei principi fondamentali espressi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Costituzione e dal nuovo Codice Deontologico dei medici italiani approvato nel 2006».

Manuel Massimo

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