Invalsi, Carrozza: “La valutazione ci da’ l’opportunità di capire chi siamo”

carrozza su INVALSI

Carrozza su invalsi  Ragionare con buon senso e uscire da una logica di ‘guerre di religione’ sulla valutazione: cosi’ vanno viste le prove Invalsi, che sono necessarie ma su cui il confronto deve restare aperto. Lo ha sostenuto il ministro dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca, Maria Chiara Carrozza, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Rapporto nazionale sulle prove Invalsi 2013.

La valutazione “ci da’ l’opportunita’ di conoscere quello che siamo” – ha sottolineato il ministro – e dunque “non si comprende la valutazione se non la si lega alla conoscenza, conoscenza di limiti, potenzialita’ e opportunita’ e come punto di riferimento per interventi e politiche. E’ alla luce di questa ‘filosofia della valutazione’, legata alla necessita’ di conoscere quello che facciamo e come lo facciamo, che dovremmo vedere le prove Invalsi, cercando di uscire da una logica di ‘guerre di religione’ sulla valutazione ed essendo ben consapevoli del fatto che non si tratta del ‘giudizio di Dio’. Ovviamente – ha aggiunto Carrozza – e’ giusto che ci sia un dibattito del mondo intellettuale e tra chi si occupa di scuola e dobbiamo essere tutti pronti al confronto, al dialogo, ai suggerimenti che ci vengono dall’esterno. Ma dobbiamo ragionare anzitutto con buon senso”.

‘Il momento della valutazione nella nostra vita arriva per varie ragioni, ma a un certo punto arriva: talvolta siamo incerti e vogliamo rimandarlo perche’ non ci sentiamo pronti, talvolta sentiamo che la valutazione e’ il giusto riconoscimento per quello che abbiamo fatto fino a quel momento. Valutare e valutarci, in ogni caso, ci da’ l’opportunita’ di conoscere quello che siamo”. Cosi’ il ministro dell’istruzione, della ricerca e dell’universita’ Maria Chiara Carrozza, nel corso della presentazione del rapporto Invalsi 2013.

”Non si comprende -dice il ministro- la valutazione se non la si lega alla conoscenza: alla consapevolezza di limiti, di potenzialita’, di opportunita’. E alla conoscenza come punto di riferimento degli interventi e delle politiche. E’ alla luce di questa ‘filosofia della valutazione’ -prosegue Carrozza- legata alla necessita’ di conoscere quello che facciamo e come lo facciamo, che dovremmo vedere le prove Invalsi, cercando di uscire da una logica di ‘guerre di religione’ sulla valutazione ed essendo ben consapevoli del fatto che non si tratta del ‘giudizio di Dio”’.

”Ovviamente, e’ giusto che ci sia un dibattito del mondo intellettuale e tra chi si occupa di scuola e dobbiamo essere tutti pronti al confronto, al dialogo, ai suggerimenti che ci vengono dall’esterno -sottolinea- Ma dobbiamo ragionare anzitutto con buon senso. Vogliamo restituire una grande passione per la scuola italiana e per le esigenze delle persone che ‘fanno’ la scuola ogni giorno: gli studenti e gli insegnanti. Tutto questo lavoro – continua carrozza – come si capisce bene dal Rapporto, ha quindi anzitutto finalita’ conoscitive, per capire la scuola, per pesare le differenze territoriali, per avere un riscontro sul livello delle competenze”.

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