Integrazione, il premio di Fiaba

Fiaba, l’associazione impegnata nella diffusione della cultura delle pari opportunità, ha indetto la prima edizione del Premio giornalistico intitolato a Angelo Maria Palmieri, giornalista e collaboratore di Fiaba scomparso lo scorso gennaio a soli 30 anni.

L’iniziativa intende valorizzare i migliori articoli o servizi radio-televisivi che abbiano diffuso i valori di solidarietà, pari opportunità, integrazione sociale e convivenza civile, di difesa dei diritti fondamentali dell’uomo per il superamento delle barriere culturali e sociali.

La partecipazione al premio, entro il 10 gennaio 2012, è gratuita e possono concorrere giornalisti professionisti, pubblicisti, studenti delle scuole di giornalismo e gli studenti universitari con articoli e inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, agenzie di stampa, periodici, siti internet, blog e social media nonché con servizi trasmessi dalle emittenti televisive e radiofoniche pubbliche e private nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del 2011.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa del premio al numero 0643400800 oppure scrivere a [email protected]

Bando del premio disponibile su www.fiaba.org

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

5 ingegneri alla Bip

Next Article

Master in Professioni e Prodotti dell'Editoria

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.