Influenza A, il vaccino d'autunno

vaccinonovembre.jpgAll’indomani dell’allarme degli Stati Uniti sull’arrivo di un virus non letale, ma capace di diffondersi in modo rapidissimo ed esteso, l’Italia conferma la sua strategia di vaccinare il 30%-40% della popolazione a partire da metà novembre. Con un’attenzione particolare per i giovani, soggetti potenzialmente e statisticamente più a rischio. Il vaccino sarà gratuito e somministrato dai medici di famiglia e pediatri di base. Secondo quanto ha stabilito il tavolo permanente delle cure primarie territoriali riunito il 20 agosto scorso presso il Ministero del Welfare, la campagna di vaccinazione partirà con circa 8,5 milioni di dosi, ha detto il presidente della Federazione medici pediatri (Fimp), Giuseppe Mele, che ha partecipato all’incontro.
Vaccinazione in due fasi. Nella prima fase verranno vaccinati operatori sanitari (medici di medicina generale, pediatri, personale delle Asl), operatori di servizi pubblici essenziali e le categorie a rischio. Queste saranno indicate in una circolare del ministero attesa nei prossimi giorni. A quanto si apprende, potrebbero avere la priorità persone fino a 65 anni con malattie respiratorie e cardiovascolari croniche, diabetici e donne in gravidanza. La seconda fase scatterà dal 31 gennaio 2010 con 16 milioni di dosi a disposizione e prevede la vaccinazione di bambini e giovani da 6 mesi a 27 anni.
Vaccino gratuito. Il vaccino non sarà venduto in farmacia, ma sarà somministrato dai medici di medicina generale, pediatri e i medici competenti.
Richiamo e adiuvante. Il vaccino sarà somministrato in due dosi (una prima iniezione e richiamo dopo un mese) e conterrà un adiuvante, ossia una sostanza che lo rende più efficace.
Popolazione, 4 su 10. Vaccinare circa il 40% della popolazione è l’obiettivo del Ministero. Per il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza è un obiettivo più realistico di quello dichiarato da alcuni Paesi, che intendono raggiungere l’intera popolazione. Basterebbero cinque Paesi a vaccinare il 100% dei loro abitanti e le scorte mondiali del vaccino si esaurirebbero. Vaccinare fino al 40% della popolazione, aggiunge l’esperto, «potrebbe comunque avere un effetto indiretto, sufficiente per impedire al virus di circolare velocemente».
Italia in transizione. Al momento l’Italia è in una fase di transizione perché «la grande maggioranza di casi si registra nei viaggiatori, che d’estate sono particolarmente numerosi», osserva. «Ma adesso siamo vicini a settembre, le città stanno per ripopolarsi, tra poco riapriranno le scuole e si tornerà a frequentare luoghi sovraffollati: si creeranno le condizioni per amplificare la circolazione del virus».
Cautela sui numeri. Sulle cifre c’è ancora poca chiarezza, perché non tutti i Paesi riferiscono i casi confermati: così sembra che in alcuni Paesi il virus sia più letale che in altri. In questo momento, per esempio, la Gran Bretagna è al primo posto per morti e ha un numero di casi paragonabile a quello della Germania. Per Rezza «i casi reali sono probabilmente molto più numerosi di quelli riferiti dalle statistiche ufficiali, ma il virus A/H1N1 è probabilmente meno letale di quanto sembri ed è in linea con la letalità dell’influenza stagionale».

Manuel Massimo

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