“Incompetente ed esibizionista”: ecco cosa pensano i giovani della politica italiana

Presentato il decimo rapporto dell’Osservatorio permanente sui giovani della Link Campus University. La ricerca ha interessato 5mila giovani tra i 16 e i 19 anni. La maggior parte di loro sono delusi dal mondo delle istituzioni ma vorrebbero una donna come Presidente della Repubblica. “I fondi del PNRR? Utilizziamoli per riparare ai danni psicologici provocati dalla DaD”.

Si sentono delusi dalla politica considerata come “incompetente” ed “esibizionista”, sono poco orgogliosi di un Paese in cui resistono ancora troppi pregiudizi e stereotipi, ma vorrebbero una donna Presidente della Repubblica. Sono alcuni dei lineamenti del ritratto della “Generazione Proteo” tracciato dal decimo Rapporto di ricerca dell’Osservatorio permanente sui giovani della Link Campus University.

La ricerca ha visto intervistati circa 5.000 studenti italiani tra i 16 e i 19 anni, rappresentativi dell’intero territorio nazionale. “Il 10° Rapporto – dichiara il professore Nicola Ferrigni, direttore dell’Osservatorio “Generazione Proteo” – ci consegna l’identikit di una generazione che rompe definitivamente gli indugi e, dinanzi a una società destrutturata, ormai sempre più povera di slanci, valori, relazioni e alla ricerca di un’identità, prende in mano le redini della situazione. Giovani che prendono le distanze da una società in cui non si riconoscono, desiderosi di riscrivere scuola, lavoro, stili di vita, politica. Senza dimenticare quell’attenzione verso l’altro di cui vogliono prendersi cura”.

Secondo il rapporto dopo due anni di DaD, i giovani italiani si sentono molto meno preparati, ma soprattutto vivono un forte disagio psicosociale. Il 30,8% di loro, infatti, la ritiene responsabile di aver peggiorato la formazione, mentre il 32,1% ha evidenza che essa abbia creato molti disagi psico-sociali agli studenti. Di qui dunque la richiesta, formulata da 1 intervistato su 4 (26,3%), di investire i fondi del Pnrr destinati alla scuola principalmente in attività di supporto psicologico agli studenti.

Sul fronte del lavoro preferiscono quello flessibile perché consente l’autonoma gestione di tempo e guadagno. Temono hate speech e body shaming, così come il sempre più diffuso fenomeno delle baby gang. Aperti e inclusivi, non bocciano a priori il nucleare, ma ritengono che su questi temi non vi sia sufficiente informazione.

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