In Europa? Faccio il Mediatore

Schermata 2013-04-23 a 10.05.18

C’è tempo fino al termine del mese corrente per stage presso le strutture di Bruxelles e Strasburgo

Mediatore Europeo, chi è costui? Rappresenta un’istituzione nata col Trattato di Maastrich e assimilabile alla figura di difensore civico dell’intera Comunità europea.

Il Mediatore offre, due volte l’anno, tirocini della durata compresa tra i 4 e i 12 mesi che si svolgono a Strasburgo o a Bruxelles secondo le esigenze dell’ufficio. Questi stage sono rivolti principalmente a laureati in giurisprudenza e prendono il via il 1 settembre e il 1 gennaio di ogni anno.

Perché ne scriviamo ora? Perché per il blocco di stage che partirà a fine estate si deve presentare domanda ora, più precisamente entro il 30 aprile 2013 (deadline fissata al 31 agosto invece per i tirocini che partiranno ad anno nuovo).

Una laurea in legge, quindi, ma non basta. Per aspirare ad uno dei posti in palio occorrono ottime capacità linguistiche (inglese e francese sono le lingue ufficiali dell’Ue). Per capirlo basta osservare il modello di domanda che dovrà essere redatto proprio in inglese.

Gli interessati possono avere tutte le informazioni al riguardo da questo link nell’area “Assunzioni”.

www.ombudsman.europa.eu/it/atyourservice/recruitment.faces

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

A 19 anni da Miss Italia a conduttrice Rai

Next Article

La scuola cerca soldi con un referendum

Related Posts
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.