Il decreto “L’Istruzione riparte” diventa legge: tutte le misure per cambiare scuola, università e ricerca

l'istruzione riparte

Il Decreto Istruzione diventa legge. Con 150 voti favorevoli su 226 votanti 15 no e 61 astensioni, l’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1150 di conversione in legge del decreto 12 settembre 2013, n. 104, meglio noto sotto il nome “L’Istruzione riparte” recante misure urgenti in materia di istruzione, Università e ricerca.

Il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è intervenuta in aula prima del voto, affermando che: “questo provvedimento rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al passato, ed è una prima risposta alle domande del mondo della scuola”.

“Dopo anni di sacrifici, di ‘tagli alla cieca’, come ci ha ricordato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, questo decreto restituisce finalmente risorse e centralità al mondo dell’Istruzione”. Ha poi commentato il Ministro ad approvazione avvenuta.

Il decreto, infatti, mette a disposizione del Ministero 450 milioni di euro. Una norma articolata in tre sezioni: disposizioni per gli studenti e le famiglie; disposizioni per le scuole e relativo personale e altre disposizioni in materia di università, alta formazione e specializzazione artistica.

Ecco nel dettaglio alcune delle misure introdotte dalla nuova legge.

Per quel che riguarda le immissioni in ruolo il ddl stabilisce un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente e amministrativo: circa 69 mila i nuovi posti di lavoro previsti.

Buone notizie anche per gli insegnanti di sostegno: le circa 27 mila nuove assunzioni previste per il triennio 2013 – 2016 sono state approvate senza variazioni. Di queste 4.447 saranno espletate nell’a.a. 2013/14; 13.342 nel 2014/15 e 8.845 nel 2015/16.

Tuttavia le immissioni in ruolo dovranno avvenire a regime di “invarianza finanziaria” ovvero con uno stipendio bloccato a circa 1.200 euro mensili e senza l’iniziale progressione di carriera che scatterà solo a partire dall’ottavo anno dalla firma del contratto anziché dal terzo.

Novità anche per i precari: l’articolo relativo al potenziamento della didattica, infatti prevede “l’avvio in collaborazione con le regioni e a valere su risorse finanziarie messe a disposizione dalle regioni medesime, di progetti della durata di tre mesi, prorogabili a otto, che prevedono attività di carattere straordinario, anche ai fini del contrasto della dispersione scolastica, da realizzare con personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) incluso nelle graduatorie provinciali. Al suddetto personale è riconosciuta la valutazione del servizio ai soli fini dell’attribuzione del punteggio nelle graduatorie a esaurimento”. Nel caso di graduatorie esaurite, “è riconosciuta la medesima valutazione del servizio, ai fini dell’attribuzione del punteggio, nelle graduatorie di istituto”.

Dieci milioni di euro sono stati stanziati per l’aggiornamento e la formazione del personale scolastico. Un fondo destinato a migliorare le competenze degli operatori accademici in ambiti quali: le nuove modalità di insegnamento e di valutazione, l’attenzione e il sostegno a studenti con disabilità, l’attuazione di politiche scolastiche e pedagogiche volte a ridurre il rischio di dispersione scolastica specialmente in situazioni svantaggiose a livello sociale ed economico.

Novità anche nelle modalità di selezione dei dirigenti scolastici che, d’ora in avanti, saranno scelti tramite un apposito corso – concorso erogato dalla Scuola nazionale dell’amministrazione. Al concorso potranno essere ammessi candidati in numero superiore a quello dei posti, secondo una percentuale massima del 20 %.

Dalla nuova legge via libera anche all’assunzione a partire dal 2014 dei vincitori e degli idonei della procedura concorsuale a 145 posti di dirigente tecnico, di cui al decreto del Direttore generale del Ministero della pubblica istruzione 30 gennaio 2008.

Per quel che riguarda gli studenti la novità più attesa riguarda il bouns maturità che, com’era già nelle indiscrezioni, viene abrogato. Tuttavia sono salvaguardate le posizioni di coloro che in virtù del bonus si sarebbero potuti iscriver, quest’anno, ai corsi a numero chiuso, consentendo loro l’iscrizione in sovrannumero per l’anno accademico 2013/2014, ovvero al primo o secondo anno dell’anno successivo con riconoscimento di crediti.

Potenziato il welfare studentesco: il decreto dà il via libera ad una spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2014 per l’attribuzione di contributi e benefici a favore degli studenti, anche con disabilità, delle scuole secondarie di primo e secondo grado in possesso di requisiti inerenti l’esigenza di servizi di trasporto e assistenza specialistica e la condizione economica. Un fondo destinato a crescere: stanziati, infatti circa 100 milioni di euro per rendere ancora più efficace, a partire dal 2014, il finanziamento destinato alle borse di studio per studenti meritevoli.

Nel decreto, inoltre, presenti misure rivolte all’edilizia scolastica. Non solo finanziamenti alla messa in sicurezza di beni immobili a rischio, ma anche fondi per la costruzione agevolata di nuove strutture e la conversione antisismica di vecchi edifici.

Misure importanti anche per quel che riguarda l’alternanza scuola – lavoro: nel decreto è prevista la possibilità per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori di effettuare un tirocinio formativo in azienda. Il programma servirà “a facilitare una scelta consapevole del percorso di studio e la conoscenza delle opportunità lavorative” e “anche per realizzare le azioni previste dal programma europeo Garanzia per i giovani”. E ancora: previsti interventi per facilitare la formazione in tema di scuola-lavoro per gli studenti disabili e quella degli insegnati stessi.

Avanza anche la rivoluzione digitale: il ddl prevede che a partire dal prossimo anno accademico ogni istituto si dovrà dotare di materiale didattico in formato digitale. Tuttavia il testo della nuova legge consente ai docenti di adottare anche libri di testo in edizioni più vecchie, purché conformi alle norme nazionale, evitando così di far crescere ogni anno la spesa che grava sulle famiglie per l’acquisto dei materiali didattici.

Rafforzamento, infine, delle attività di orientamento: stanziato un fondo di 6,6 milioni di euro (1,6 per il 2013 e 5 per il 2014) per potenziare da subito l’orientamento degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Sarà coinvolto nel processo l’intero corpo docente. L’orientamento dovrà essere effettuato nell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e a partire già dal quarto anno della scuola secondaria di secondo grado anche nell’ottica del Programma europeo “Garanzia per i giovani”.

In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo integrale della nuova legge, a questo link potete trovare il comunicato stenografico della seduta che ha approvato il ddl.

Di seguito la sintesi grafica dei principali punti su cui influirà il nuovo decreto.

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