Il bello della cultura per combattere la mafia

“Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia” il libro di Monsignor Giancarlo Bregantini

Cambiare si può. Questo il messaggio di Monsignor Giancarlo Bregantini, autore del libro “Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia” scritto in collaborazione con Chiara Santomiero.

Nella splendida cornice della Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa di Napoli gli autori hanno presentato il testo edito dalla casa Piemme. Il vescovo Bregantini ha impegnato tutta la vita nella lotta alle mafie, il libro è infatti un racconto-testimonianza di un uomo del Nord innamorato del Sud Italia accolto come vescovo a Locri-Gerace con una finta bomba. Impegnato quotidianamente nelle carceri, ha assistito a storie drammatiche e ambiguità spaventose. Prova concreta della tesi del Monsignore secondo cui la criminalità guarda ai fatti con un’ottica totalmente rovesciata.

Mons. Giancarlo Bregantini

“Questo testo propone una cultura positiva, una cultura del bello e del buono che passa anche attraverso l’università” ha dichiarato in apertura il Rettore d’ateneo Lucio d’Alessandro. “Annunciare, rinunciare, denunciare” questi secondo la giornalista Donatella Trotta i principi per combattere la criminalità organizzata insieme ad un costante insegnamento di infoetica “il giornale in una mano, la bibbia nell’altra”.

Intervenuti anche il referente regionale di Libera Don Tonino Palmese ed il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Il nostro è un Paese normale? – ha domandato provocatoriamente il Sindaco – Dobbiamo scortare scrittori, attori, giornalisti solo perché raccontano la verità”. Siamo all’istituzionalizzazione della mafia – ha continuato de Magistris – è un cancro e si insinua ovunque. La politica deve fare guerra alla mafia”.

Martina Gaudino

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