“I giovani italiani sono ignoranti al cinema”

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La rivista cinematografica “8 ½”, nel primo numero del suo mensile, ha voluto valutare l’ignoranza cinematografica del popolo italiano allo scopo di constatare come i giovani non siano mai stati istruiti a dovere alla lettura filmica dai propri padri, pur immersi nella patria di Cinecittà e di maestri del calibro di Fellini autore del capolavoro che dà il nome al giornale stesso.

Sono stati distribuiti 250 questionari a studenti del primo anno di università di età compresa tra i 19 e i 20 anni chiedendo di riconoscere, attraverso domande formulate con brevissimi riassunti di film di un massimo di 25 parole, titolo e autore dell’opera.

La dolce vita”, descritto attraverso “Un cronista insoddisfatto va a caccia di incontri e notizie nel mondo convulso che ruota attorno a Via Veneto nella Roma della fine degli Anni ‘50”, viene riconosciuto solo dal 23% degli intervistati a fronte di un 74% non rispondente.

Và peggio per il più recente “Mediterraneo” di Salvatores, con un 21% di risposte esatte e 79% di non risposte (“Durante la Seconda Guerra Mondiale un gruppo di soldati italiani resta isolato per tre anni su un’isola vicino alla Turchia. Non tutti torneranno a casa”). Per non parlare poi de “L’avventura” di Antonioni identificato solo in due casi.

Gli autori del sondaggio hanno così potuto dedurre l’inconsapevole ignoranza della bellezza e potenza del proprio patrimonio filmico da parte degli italiani ma anche la scarsa alfabetizzazione di comunicazione audiovisiva e iconica, confermando quelle che furono le parole di Pasolini fatte pronunciare a Orson Welles nel 1963 in “La ricotta”: Italiani, «il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa».

A chi dar la colpa di questo nostro analfabetismo?

Giovanni Torchia

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