"I Baroni", diario di un cervello cacciato

ibaroni.jpgSembra un romanzo di fantasia ma è (purtroppo) tutto vero. Quando lo si legge viene da pensare: “fantasioso questo scrittore” e ci si dimentica che la storia stampata è la sua. “I Baroni – Come e perché sono fuggito dall’università italiana” (edito da Feltrinelli, 203 pagine, 13 euro) ultimo libro autobiografico di Nicola Gardini è la storia di come un giovane e brillante ragazzo italiano abbia cercato di introdursi in un modo o nell’altro nel mondo universitario e di completare la tanto agognata “scalata” alla carriera universitaria.
Nicola non ce la fa: una storia dal finale tragico? Non proprio visto che il nostro diventa professore all’Università di Oxford vincendo un concorso senza conoscere nessuno dei componenti della commissione. Impresa che – secondo l’autore – in Italia sarebbe impossibile o quanto meno ardua.
Nicola è un giovane e promettente studioso appassionato di Letteratura. Si laurea in Italia e dopo aver conseguito un dottorato negli Stati Uniti sente il desiderio di tornare nella sua terra e per proseguire le ricerche e condividere i suoi studi con altri professori nelle università italiane.
Questo non gli riesce e il confronto con la fresca esperienza americana è deprimente: quello che Nicola trova nel Belpaese sono concorsi decisi a tavolino, candidati mossi come pedine in un gioco condotto da una serie di potenti “Baroni” che, trascurando l’interesse dei giovani e della società, mandano avanti i candidati “fedeli” anziché quelli bravi, prendono in considerazione gli studenti del loro “ovile” cancellando completamente gli esterni, come se non esistessero.
Questo è quello che l’autore sembra dirci: se non conosci, se non hai le spinte, in Italia, non esisti. Le vicende raccontate nel libro sono un continuo passaggio tra candidati “giusti” e di successo, e poi Nicola, appassionato, brillante, traboccante di voglia di fare ma che è sempre quello “esterno”, cancellato, battuto; un continuo confronto tra l’estero e l’Italia, il primo che attira e sembra l’unica via possibile, la seconda che tiene legati e via via rappresenta sempre di più un’illusione.
Nicola alla fine riesce a trovare l’ambiente che sogna, un lavoro che gli permette ricerca e confronto, immerso tra le sue passioni e circondato da persone che le condividono; ma non in Italia. Storia dell’ennesimo cervello che il nostro paese ha cacciato e che non riavrà più.

Carlotta Balena

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Giovani videogame tester a Francoforte

Next Article

Amadori, selezioni aperte a laureati 10+

Related Posts
Leggi di più

Pisa, manganellate agli studenti alla manifestazione per Gaza

Scontri questa mattina nel centro della città toscana durante il corteo in favore della Palestina. Le forze dell'ordine hanno caricato i ragazzi che cercavano di entrare in piazza dei Cavalieri. "Sconcerto" da parte dell'Università.
Leggi di più

Elezioni Europee, ok al voto per gli studenti fuorisede

Via libera in Commissione Affari costituzionali alla proposta di far votare alle prossime elezioni in programma per l'8 e il 9 giugno chi studia in un Comune diverso da quello di residenza. Bisognerà però fare un'apposita richiesta 35 giorni prima.