Gli studenti si mettono in viaggio: “Direzione diritti”

Gli studenti italiani si mettono in marcia attraverso il Paese. Perché? Perchè l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi vogliono vederci chiaro. E vogliono mostrare all’opinione pubblica cosa si nasconde dietro quei numeri. Dietro il 43% di disoccupazione giovanile, il 12,6% di disoccupazione complessiva, il 18% di abbandono scolastico. Dietro quei due milioni NEET (Not in education, eployment or training) che “non-vivono” nella nazione con la più bassa percentuale di giovani laureati in Europa.

“Costruiamo il Futuro. Direzione Diritti”: è questo il nome del viaggio degli studenti,  da Nord a Sud, da Treviso a Palermo passando per Terni. E una destinazione: il 5 dicembre lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Una carovana che attraverserà scuole, spazi sociali, luoghi di lavoro. Per ricucire ciò che resta del tessuto sociale. E sarà tutto documentato con video, interviste, analisi e racconti. Tutto online sulla piattaforma dal nome “Direzione diritti”. Una sorta di diario quotidiano, con la speranza di diventare un momento di confronto e di dialogo con professori, analisti ma anche economisti.

La partenza  è prevista per domani, 19 novembre e ci si mette su un furgoncino. Verso Terni. Poi a L’Aquila per mettere a fuoco il futuro di coloro che in Italia si ostinano a dedicarsi alla ricerca. A Treviso per raccontare come nascono quegli spazi che si oppongono alla discriminazione in tutte le sue forme. Ancora: Roma per incontrare i precari dello spettacolo, a Padova per ricevere dati e storie sulla quotidiana violenza alle donne, a Firenze per discutere ancora sulla portata del Jobs Act del governo Renzi.

“Ci propongono riforme in nome dei giovani e degli studenti, ma i provvedimenti che vengono portati avanti, dal Jobs Act alla Legge di Stabilità, non intervengono davvero per migliorare la nostra condizione”, dice Gabriele Scuccimarra dell’Unione degli Universitari. “Si cerca di imporre una logica di competizione ed esclusione mascherandola dietro una presunta meritocrazia. Esistono però una pluralità di realtà studentesche, sociali, culturali e sindacali, che portano avanti esperienze innovative di mutualismo, rappresentanza, creazione di spazi sociali. E che hanno idee e proposte per il lavoro, l’istruzione, l’economia del nostro Paese”, dice Albero Irone della Rete degli Studenti Medi. “Il rischio concreto è di aumentare ulteriormente la distanza tra decisori politici e società, indebolendo la democrazia, delegittimando  le parti sociali e svuotandone il ruolo di rappresentanza di interessi collettivi e mediazione dei conflitti sociali”.

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