Gli studenti presentano l'Altra Scuola, l'alternativa alla riforma

Il 10 marzo, giorno in cui il Consiglio dei Ministri discuterà del ddl su La Buona Scuola, gli studenti dell’UdS presenteranno, presso la sala stampa della Camera dei Deputati “L’Altra Scuola: la L.I.P. e le scelte prioritarie per costruire una scuola giusta” 

“Vogliamo sfidare il Governo sul piano delle proposte perché le loro vanno fuori strada rispetto alle reali esigenze del Paese e delle componenti che animano i luoghi della formazione – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – Non ci limitiamo a richiedere il ritiro del progetto del Governo, ma vogliamo costruire un’altra idea di scuola cercando di aggregare attorno a questa il più vasto mondo di forze politiche, sociali e sindacali che non si riconoscono nell’idea di scuola del Governo. Stiamo già ottenendo un largo appoggio””Negli ultimi mesi di mobilitazione, nonostante i tentativi di delegittimazione da parte del Governo e di Dirigenti Scolastici particolarmente autoritari, abbiamo costruito un documento di priorità senza le quali pensiamo non si possa rilanciare la scuola pubblica italiana – continua Lampis – Abbiamo individuato sette capitoli di priorità per ripensare la scuola: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione, un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata, finanziamenti per il rilancio dell’autonomia scolastica, una riforma della valutazione in chiave democratica, investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica”
“Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d’Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perché, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica – conclude l’UdSTorneremo nelle piazze il 12 marzo anche per rivendicare nuove politiche sul lavoro e sul welfare. I decreti attuativi del Jobs Act precarizzano definitivamente il mondo del lavoro. E’ necessario estendere i diritti ed introdurre un reddito per dare piena cittadinanza contro l’esclusione sociale.”
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