Gli aquiloni di Riace, simbolo di pace

Un messaggio di pace si alzerà sui cieli della Calabria: centinaia di aquiloni lanciati nell’azzurro che veglia sopra Riace, dai giovani afghani.

Un messaggio di pace si alzerà sui cieli della Calabria: centinaia di aquiloni lanciati nell’azzurro che veglia sopra Riace, dai giovani afghani che risiedono nel paese della Locride.  I “cacciatori di aquiloni”, li realizzeranno di carta e di plastica e costituiranno un variopinto e immenso arazzo volante.  Si  darà vita a una officina di aquiloni. ”Stiamo pensando di fare dei laboratori per realizzare gli aquiloni, magari poi i ragazzi potrebbero anche venderli”, spiega Cosimo Curiale, presidente di “Città Futura Giuseppe Puglisi” fondata a Riace nell’estate dell’anno 1999 da un gruppo di giovani del luogo, per la promozione, la ricerca e lo studio etnografico della storia e della cultura locale e di sviluppo sociale, attivando forti politiche di integrazione.
Un’iniziativa che si pone come baluardo di pace contro le violenze che si svolgono nel territorio afghano, che ha visto come ultima strage l’uccisione di due traduttori afghani e otto medici edell’International Assistance Mission (Iam), ong che opera in Afghanistan dal 1966 sul cui sito leggiamo “Ci hanno informato che 10 persone sono state uccise in Badakhshan. Stavano tornando a Kabul dopo aver svolto il loro lavoro. Non abbiamo molti dettagli al riguardo, ma i nostri pensieri e preghiere sono per le famiglie e gli amici delle persone decedute”.
Il laboratorio degli aquiloni rappresenterà un simbolico anello di congiunzione tra i giovani calabri e afghani che da anni convivono in un clima di condivisione e di rispetto reciproco delle rispettive culture. L’esperienza di integrazione culturale e sociale  dei paesi della Locride è stata rappresentata recentemente dal regista tedesco Wim Wenders  nel film Il Volo dove si descrive come da1998,  l’associazione Città Futura, supportata dalle politiche locali di integrazione, abbia dato agli immigrati le case che erano state abbandonate dai cittadini di Riace negli anni 60. “Oggi un cittadino su sette non è italiano. “Il contributo che abbiamo dato in questi anni, è un contributo non solo a Riace, ma ad una speranza di un’altra umanità”, ha dichiarato il sindaco di Riace Domenico Lucano.
Ma perché li dovremmo respingere? – Wenders si interroga – un piccolo paese della costa calabra ha trovato una soluzione migliore e ha lanciato un messaggio di generosità e di umanità forse al mondo intero.”
Amanda Coccetti

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