Giovani, una sfida chiamata futuro

Un futuro più chiaro, sempre un po’ precario ma anche un po’più infarcito di positività. Quando si parla di formazione infatti cambia anche la prospettiva con cui si guarda al precariato e al mondo del lavoro.

 Un futuro più chiaro, sempre un po’ precario ma anche un po’più infarcito di positività. Quando si parla di formazione infatti cambia anche la prospettiva con cui si guarda al precariato e al mondo del lavoro.  Lo dimostra la Sapienza e lo chiarisce il suo rettore. “Abbiamo due obiettivi – sottolinea Luigi Frati, durante la presentazione della due giorni I Giovani e le sfide del futuro alla Sapienza di Roma – il primo è promuovere il progresso culturale attraverso la ricerca scientifica, il secondo è la formazione, innalzando la qualità dell’insegnamento che si fa all’interno di questa università”.  Ma il rettore della Sapienza quando parla di giovani guarda anche all’Europa. “Dobbiamo capire come inserirci nel sistema della formazione e nell’organizzazione del lavoro. Dobbiamo cercare di essere più competitivi e guardare alle skills job che il mercato richiede”.  
Puntare sulla formazione anche per salvaguardare il diritto al futuro di molti ragazzi che vivono in situazioni disagiate. Crediamo nei giovani – precisa Andrea Fantoma, capo dipartimento del Ministero della Gioventù – e ci stiamo impegnando per creare dei cittadini attivi che siano esempio di comportamenti positivi. In questa direzione vanno anche i progetti e le iniziative che il ministro Meloni sta promuovendo”.
E sempre in questa direzione va l’intervento della delegata del rettore Sapienza per le Pari Opportunità e le Politiche di Genere, Marisa Ferrari Occhionero. Nonostante i sociologi parlino di una società liquida in cui il conflitto tra modernità e tradizione è sempre in atto, nonostante le difficoltà che una società flessibile comporta e nonostante la nascita di una nuova categoria invisibile e appiattita sul presente “i giovani – afferma la professoressa – dovrebbero credere e non aver paura del futuro. In questo modo il futuro potrebbe essere vissuto come possibilità e la libertà potrebbe essere coniugata con la responsabilità”. “Ma attenzione – conclude – tutto questo deve essere fatto prima che la società diventi inafferrabile”.
I workshop sui giovani e le sfide del futuro continueranno nel pomeriggio e nella giornata di domani 4 novembre. L’appuntamento è nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma.
Anna Di Russo

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