Giappone senza lavorosi resta in ateneo

La scarsità di nuove offerte di lavoro conseguenti alla crisi economica rischia di creare in Giappone una nuova e inedita generazione di studenti universitari fuoricorso, con un numero sempre maggiore di facoltà che offre ai propri iscritti di ripetere l’ultimo anno con una retta dimezzata.

La scarsità di nuove offerte di lavoro conseguenti alla crisi economica rischia di creare in Giappone una nuova e inedita generazione di studenti universitari fuoricorso, con un numero sempre maggiore di facoltà che offre ai propri iscritti di ripetere l’ultimo anno con una retta dimezzata.
L’ultimo ateneo ad approvare ufficialmente la nuova opzione è l’università Aoyama Gakuin, nel cuore di Tokyo, che darà il permesso agli studenti in procinto di terminare gli studi il prossimo 31 marzo di restare in ‘stand-by’ per un anno, pagando la metà delle tasse scolastiche, e rimandare al 2011 la laurea sperando in tempi migliori.
«Se gli studenti hanno motivi legittimi per ritardare la laurea, come la ricerca del posto di lavoro – ha spiegato un portavoce dell’istituto -, possono usufruire di questo sistema inteso come un periodo di preparazione». La tendenza sta prendendo forma come misura tampone per fronteggiare l’attuale congiuntura economica negativa, e deriva dal particolare rapporto che lega da sempre mondo universitario e quello del lavoro.
Nel Sol Levante, infatti, è prassi comune – o almeno sembra non essere proprio del tutto così – un collegamento diretto tra laureandi e aziende, che tramite appositi esami nei mesi precedenti alla laurea scelgono le nuove leve, cui ogni anno è destinata una precisa quota di assunzioni.
La crisi, tuttavia, ha incrinato e messo pesantemente in difficoltà il meccanismo: sono sempre più i giovani che, trovandosi in difficoltà a trovare il primo impiego, rischiano così di saltare la tradizionale ‘finestrà post-laurea che dà accesso diretto al mercato del lavoro.

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