Giannini apre all'idea di impiegare i 450 milioni dell'Iit per la ricerca

Il ministro Giannini invita l’istituto di Tecnologia a destinare i 450 milioni in dote alla ricerca

Meno di un mese fa la senatrice a vita Elena Cattaneo aveva lanciato la proposta o meglio, invitato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a destinare i 450 milioni di euro accantonati e non spesi dall’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, al mondo della ricerca. Il consenso attorno alla proposta della senatrice è cresciuto nel tempo e ieri c’è stata una piccola svolta, almeno nelle intenzioni.
La Giannini durante le audizioni al Senato ha aperto la porta a questa ipotesi: “Dal punto di vista personale e dopo il confronto con il ministro Padoan, ritengo sia il momento di affrontare insieme ai dirigenti dell’Istituto di Tecnologia, la destinazione possibile di questi fondi in toto o in parte”.
Ora come andranno le cose è difficile dirlo, perché il ministro ha anche precisato che La ministra ha precisato che spetterà all’Iit decidere se e quanto destinare dei 450 milioni di euro a disposizione. Il ministro ha definito l’operazione non solo possibile ma auspicabile, aggiungendo che se ne farà personalmente carico perché “mi sembra corretto”. La senatrice Cattaneo ha salutato l’impegno della Giannini come “la possibilità per l’esecutivo di intestarsi il più grande finanziamento alla ricerca di base degli ultimi anni”.
Un’iniziativa che se condotta in porto con un’adeguata distribuzione delle risorse ai tanti ricercatori senza borsa, e a quanti sono costretti a trasferirsi all’estero per vedere finanziata la loro attività, porterebbe alla Giannini e al Governo tutto un bel pieno di consensi e di immagine.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

La rassegna stampa di venerdì 18 novembre

Next Article

Facebook: selezioni in corso

Related Posts
Leggi di più

Elezioni, come si vota domenica 25 ed evitare di sbagliare

Le schede elettorali del 25 settembre, quella rosa per la Camera, la gialla per il Senato. Si vota tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale anche ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale e a favore della lista nel collegio plurinominal.