Ferie retribuite, la Corte di Giustizia dell’Ue: “Un diritto da tutelare”

Per l’ Anief il caso coinvolgerà anche il mondo della Scuola dove, anche sul finire di questo anno scolastico, a tanti docenti e Ata con supplenza breve non è stato corrisposto in pieno il pagamento delle ferie non godute

Per l’Anief il caso coinvolgerà anche il mondo della scuola dove, anche sul finire di questo anno scolastico, a tanti docenti e Ata con supplenza breve non è stato corrisposto in pieno il pagamento delle ferie non godute
Quattro settimane di ferie annuali retribuite rappresentano “un principio particolarmente importante del diritto sociale dell’Unione europea”. A sancirlo è stata oggi la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, attraverso una sentenza riguardante un dipendente pubblico della città di Vienna, Hans Maschek, che si era visto rifiutare l’ indennizzo per le ferie non godute a causa di una malattia subita nel periodo precedente l’ accoglimento della sua domanda di pensionamento.
Secondo i giudici di Lussemburgo, va rispettata in pieno la direttiva comunitaria 2003/88, secondo cui il lavoratore ha diritto di “beneficiare di ferie annuali retribuite di almeno quattro settimane” e ribadisce che “il diritto alle ferie annuali retribuite costituisce un principio particolarmente importante del diritto sociale dell’Unione”.
Per l’ Anief “il Miur, dinanzi ai tribunali, avrà ora una bella gatta da pelare, a iniziare dalla Scuola dove, anche sul finire di questo anno scolastico, a tanti docenti e Ata con supplenza breve, fino al termine delle attività didattiche o al 30 giugno 2016, non è stato corrisposto in pieno il pagamento delle ferie non godute, pari a circa 2 giorni e mezzo ogni 30 giorni di servizio. Diversi di questi giorni, da monetizzare, sono stati indebitamente sottratti dalle rispettive amministrazioni scolastiche, perché assegnati d’ ufficio nel corso delle sospensioni didattiche dell’ anno scolastico”.
“La sentenza dei giudici di Lussemburgo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – pone fine ad una diatriba che ha visto sempre il sindacato accanto ai lavoratori, nel rivendicare il pagamento di tutte le ferie non fruite e l’ illegittimità di imporle nei periodi di sospensione dell’ attività didattica, come invece hanno fatto diversi dirigenti scolastici italiani. Sono diversi anni, dal 2012, che sosteniamo che il godimento delle ferie è un diritto conclamato e riconosciuto da tutti i Paesi moderni: va inteso come momento di ‘ ricreazione’ e, per questo motivo, non può essere fruito durante la sospensione del servizio. Chi ha creato norme ad arte, come i nostri governi, per aggirare questo principio sacrosanto ora è stato messo con le spalle al muro”.

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