Fenomenologia del "disturbatore" tv

gabrielepaolini.jpegIn molti non conoscono il suo nome, ma guardando la sua faccia in tv hanno quasi sempre una sensazione di déjà vu: si tratta del disturbatore televisivo per antonomasia, al secolo Gabriele Paolini, assurto agli onori delle cronache negli Anni Novanta per le sue incursioni durante le dirette dei Tg. Una “carriera”, la sua, che lo ha reso inviso ai cronisti nostrani: fece perdere le staffe persino all’imperturbabile Paolo Frajese, che gli assestò una poderosa serie di calci per farlo uscire dall’inquadratura.
Ma in questi giorni la fenomenologia del “disturbatore” tv è entrata all’università – stavolta dalla porta principale – complice una seduta di laurea: la figura di Gabriele Paolini è stata, infatti, l’oggetto di studio di una tesi di laurea discussa da uno studente di 24 anni del corso di laurea di Scienze della Comunicazione presso il Campus universitario di Savona. Lo stesso Paolini ha assistito alla discussione della tesi.
«Ho iniziato a pensare a questa tesi due anni fa – racconta il neodottore Gabriele Scarponi – quando vidi Paolini in tv durante la trasmissione Matrix di Enrico Mentana su Canale 5. Poi l’anno scorso a febbraio ho incontrato Paolini che è stato molto disponibile e collaborativo ed è nato il nucleo vero e proprio della tesi». Relatore della tesi dal titolo «L’Audience performativa: il caso di Gabriele Paolini» è stato il professor Felice Rossello.
Paolini è entrato nel Guinness dei Primati dal 2002 per i suoi 20 mila sabotaggi alle dirette televisive. Per il futuro il neolaureato del Campus savonese non ha ancora maturato idee precise, almeno per il momento: «Tra poco comincia la stagione primaverile-estiva e dovrò seguire la gelateria di famiglia. Finita la stagione deciderò il da farsi».

Manuel Massimo

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