Espresso z mlekem, please!

Quanto è bello svegliarsi al mattino, aprire la finestra e … non vedere assolutamente nulla? La nebbia fitta è arrivata o forse è qui solo perché oggi la piccola sicula lavorerà da casa? Ad ogni modo, ieri prima lezione di lingua italiana: dopo essermi  presentata alla classe –primo anno di un triennio-, con cui lavorerò fino a dicembre e che aiuterò alla preparazione degli esami nei mesi di gennaio e febbraio telematicamente, abbiamo subito iniziato a lavorare. La docente di ruolo mi ha spiegato più o meno il loro livello di conoscenza e per quanto a primo acchito sembrassero ragazzi molto timidi e riservati, si sono, invece, rivelati sorprendentemente svegli ed entusiasti. Nessun errore durante la prova: tutti, dicasi TUTTI hanno coniugato l’indicativo presente anche dei verbi più ostici –essere, avere- correttamente. Non so descrivere l’estasi! A breve si passerà alla conversazione extra-curriculare e io non vedo già l’ora! Certo, questo tipo di insegnamento non agevolerà molto il mio inglese, che al momento si ritrova stipato in un cassettino, pronto all’uso solo durante la pausa pranzo in mensa o in stazione, ma non tutto il male vien per nuocere, giusto? D’altronde la prima regola in Erasmus è “imparare a comunicare”, che per l’UE s’intenda in lingua inglese è secondario! Qui la comunicazione avviene: non dimentichiamo mai l’efficacia di un sorriso e di tanta umiltà stampata in volto per stringere amicizia, esattamente come sto facendo con Nanni, l’arzilla anziana che lavora al bar dell’Università completamente sola e che in una settimana ha imparato cosa intenda io con “espresso z mlekem”: non “caffellatte”, ma “caffè macchiato”, ditemi se questo non è amore?
 

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