Diritto allo studio universitario: focus dell’anno accademico 2019/2020

Diritto allo studio universitario, Ministro Messa: “al lavoro per creare un sistema di welfare per gli studenti”

Diritto allo studio universitario: disponibile il focus dell’anno accademico 2019/2020. Ministro Messa: “al lavoro per creare un sistema di welfare per gli studenti”

È disponibile e pubblicato sul Portale dei dati dell’istruzione superiore il Focus sul Diritto allo Studio Universitario nell’anno accademico 2019-2020, comprendente gli interventi garantiti sia dagli enti regionali per il diritto allo studio sia dai collegi universitari.

Lo studio mette in evidenza come gli enti regionali per il diritto allo studio – 72 in totale su tutto il territorio nazionale – abbiano realizzato quasi 308.000 interventi di diversa natura, sostenendo una spesa complessiva nel 2019 di oltre 743,6 milioni di euro, compresa la parte di Fondo di Intervento Integrativo ministeriale.

La principale forma di sussidio continua a essere la “borsa di studio”: ne sono state erogate complessivamente 223.299, coprendo il 97,6% degli aventi diritto, destinandovi oltre 714 milioni di euro. Guardando i dati riferiti a questa voce dall’anno accademico 2015/2016 allo scorso, emerge come il numero di borse di studio complessivamente assegnate sia in continua crescita (dal 93,7% dell’anno accademico 2015-2016 all’attuale 97,6%), sebbene continuino a esserci studenti giudicati idonei che, però, non diventano beneficiari.

«Questo è un momento favorevole per invertire la rotta e lavorare per aumentare l’attrattività del sistema universitario per i giovani» dice il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. «Dobbiamo potenziare il diritto allo studio e dimostrare concretamente che sugli studenti, sulle loro competenze, sulle loro capacità il Paese investe davvero».

Oltre alle borse di studio, il Focus dà conto degli altri interventi di varia natura che gli enti regionali per il diritto allo studio hanno offerto a supporto degli studenti, per una spesa complessiva nel 2019 di circa 29,5 milioni di euro: contributi per alloggio (la voce numericamente più consistente per la quale sono stati destinati oltre 6 milioni di euro), premi per il conseguimento del titolo su cui sono andati oltre 12 milioni di euro, mobilità internazionale, prestiti agevolati, interventi a favore di studenti disabili, attività di collaborazione a tempo parziale, contributi per i mezzi di trasporto, contributi straordinari.

Rispetto al dato sui posti alloggio messi a disposizione, da una parte va sottolineato come, nell’arco temporale osservato, nonostante l’indisponibilità temporanea di alcune residenze, il numero complessivo sia comunque aumentato dell’1,3%; dall’altra, va notato come la necessità di assegnare stanze doppie per uso singolo al fine di rispettare le norme per l’emergenza sanitaria in corso abbia fatto risultare temporaneamente “persi” circa 3.000 posti.

Passando ai dati dei collegi universitari – 3 statali e 16 di merito – dal Focus emerge come nell’anno accademico 2019/2020 siano stati ospitati 5.117 studenti (di cui 1.920 nuove ammissioni e 3.197 conferme dall’anno precedente) con erogazione di sussidi e servizi per un totale di 24,7 milioni di euro. 

«Siamo al lavoro per creare un sistema integrato di “welfare” per gli studenti» ricorda il ministro. «Dobbiamo farlo attraverso uno scambio continuo e virtuoso di interventi tra ministero, regioni, comuni, università, ascoltando e facendo partecipare in prima persona i giovani. Con azioni integrate su campus, residenze, borse di studio, infrastrutture e collaborazioni tra pubblico e privato, si può ristabilire un equilibrio sociale che parta dal sistema universitario».

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